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A Venezia apre la mostra dall’anima ferrarese a Cà d’oro

A VENEZIA APRE LA MOSTRA DALL’’ANIMA’ FERRARESE A CA’ D’ORO. SORPRENDENTE CONNESSIONE CON  “FAKES’ A BONACOSSI. E LA CITTÀ LAGUNARE CELEBRA IL RITORNO A CASA DEI TESORI DI PALAZZO CINI. ASSESSORE GULINELLI: “ARTE COME PONTE IDEALE TRA LE DUE CITTÀ”


Ferrara, 22 apr – Apre oggi a Venezia, alla galleria Giorgio Franchetti alla Cà d’Oro, la mostra “Da Donatello a Alessandro Vittoria”. Una mostra dall’anima ferrarese visto che tra i protagonisti esposti ci sono Antonio Lombardo, scultore che fu chiamato da Ercole I d’Este e che lavorò al servizio del suo successore, Alfonso I d’Este e che lavorò alla realizzazione dei camerini d’alabastro della via Coperta del Castello Estense, oggi conservati per la maggior parte al museo dell’Ermitage a San Pietroburgo. Altra ‘connessione’ ferrarese  a Venezia la si deve proprio ad Alessandro Vittoria, tra i maggiori interpreti della scultura manierista, di cui la Pinacoteca di Ferrara ha recentemente acquisito un busto raffigurante Paolo Costabili, esposto a palazzo Diamanti (presentato il 10 marzo scorso nel salone d’onore). Il busto è stato concesso in comodato alle Gallerie Estensi per cinque anni dalla famiglia Poletti, sua attuale proprietaria. Inoltre, nella chiesa ferrarese di San Paolo, interessata dai lavori di riparazione e miglioramento strutturale post sisma, è racchiuso un busto in marmo di Antonio Montecatini del celebre artista manierista.  “L’arte dei grandi autori e protagonisti ferraresi-veneziani oltre ad essere segno eterno di un tempo straordinario, per grandiosità e bellezza, è un ponte ideale calato tra le due città e consente di riscoprire un periodo di radicali mutamenti stilistici. Autori come Antonio Lombardo – figlio anche della nostra terra – attraverso le proprie opere interpretarono lo spirito classico del momento, con capolavori di cui anche Ferrara è scrigno”, dice l’assessore Marco Gulinelli. Grazie a Donatello emergono inoltre – come fa notare il professor Lucio Scardino – sorprendenti e originali connessioni veneto-ferraresi in un ideale ponte tra Cà d’Oro e palazzo Bonacossi, che ospita dal 7 aprile la mostra ‘Fakes. Da Alceo Dossena ai falsi Modigliani’. Come sottolinea Scardino, il busto di Donatello raffigurante San Lorenzo, che accoglie i visitatori veneziani alla galleria Franchetti, infatti, è riprodotto in stile proprio negli spazi ferraresi di Bonacossi nella ‘versione’ di una ‘Bottega toscana’ risalente alla fine del XIX secolo.

Di Antonio Lombardo (di cui a Venezia si espongono anche sculture del fratello Tullio e del padre Pietro) Venezia espone in questi giorni l’opera ‘Morte di Lucrezia’ attribuibile proprio al periodo ferrarese dell’autore e  ‘San Francesco’ di età giovanile. Ferrara invece, dello stesso artista, ospita stabilmente un bassorilievo a palazzina Marfisa d’Este: si tratta di una “Madonna in trono col bambino tra San Giorgio ed Ercole I d’Este”, di inizio XVI secolo. Quello del Lombardo è definito come “classicismo modulato e naturale”. E negli spazi espositivi di Cà d’Oro c’è anche un’altra testimonianza ferrarese, la ‘Madonna col Bambino’ del ferrarese Benvenuto Tisi detto Il Garofalo. Intanto nella città lagunare, proprio in questi giorni, si celebra il ritorno a casa – dopo il successo riscosso al Centre d’art Hotel de Caumont di Aix-en-Provence – di quasi cento opere sintesi del gusto raffinato ed eclettico dell’imprenditore, filantropo e uomo politico Vittorio Cini (Ferrara 1885 – Venezia 1977), opere che Cini raccolse sia per la sua dimora personale che per le collezioni della Fondazione Giorgio Cini, nei 70 anni dalla nascita della istituzione culturale.













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