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Adolescenti, ancora pochi vaccinati Due su tre senza appuntamento

Il 28,2 per cento dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni ha fatto la prima dose di vaccino, con le prenotazioni la quota sale al 35 per cento «ma è un numero ancora insufficiente», ribadisce il direttore sanitario dell’Asl di Ferrara, Emanuele Ciotti facendo il punto sull’andamento della campagna vaccinale nel Ferrarese. Tra meno di due mesi la scuola ricomincerà, e per allontanare lo spettro della Dad c’è un’unica strada: immunizzarsi.

Adolescenti e over 60

Un appello che riguarda anche il personale scolastico e universitario, arrivato al momento all’81 per cento di copertura con richiamo, e che viene poi esteso agli 11mila over 60 che ancora non hanno preso appuntamento, «ma che senza vaccino stanno correndo grossi rischi», precisa ancora Ciotti. I non vaccinati, di ogni fascia di età, «hanno una probabilità cinque volte più alta di morire se colpiti dal Covid», rischio che si aggrava con l’avanzare degli anni. Secondo il rapporto dell’Iss del 16 luglio, inoltre, l’efficacia dei vaccini nel prevenire l’infezione è superiore al 70 per cento già con una sola dose, e supera l’88 per cento con il ciclo completo; i vaccini infine proteggono dal rischio di ospedalizzazione all’80,8 per cento con la prima dose e fino al 94,6 per cento con il richiamo. Da qui l’invito, ancora una volta, a proteggersi dal virus: dal 16 giugno le prenotazioni sono aperte per tutti i residenti e i domiciliati dal 12 anni in su. «Vanno però adottati meccanismi diversi per coinvolgere i più giovani, avvicinare i genitori e rendere più sensibili gli adolescenti», ragiona Ciotti. Convinti a vaccinarsi, invece, si sono rivelati i 20-29enni, tra i quali le prenotazioni sono già arrivate al 70 per cento.

Le varianti

Bisogna correre più veloci della “supercontagiosa” variante Delta, quella indiana, che però nel nostro territorio ancora non si è diffusa, come riferisce Annalisa Califano, igienista del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Asl. A prevalere è ancora la “Alfa”, la mutazione inglese del virus che di fatto ha completamente sostituito il ceppo originario. Nell’ultimo periodo, spiega Califano, «sono stati riscontrati nel Ferrarese 11 casi di infezione da varianti diverse dalla Alfa: sei riguardano la Delta, le altre la brasiliana e la sudafricana». La ricerca delle varianti (di ogni nuova eventuale variante) «viene disposta solo quando il tampone è idoneo al sequenziamento», e si tratta di casi limitati e proporzionati alla capacità dei due soli laboratori dedicati che lavorano su ambito regionale, a Parma e Pievesestina (e si sta valutando infatti di raddoppiarli, coinvolgendo con ogni probabilità Bologna e Modena). La “caccia” alla variante viene attivata dunque se una persona immunizzata si reinfetta, o se contrae di nuovo il Covid dopo essere guarita; in presenza di viaggiatori provenienti da Paesi a rischio (come la Gran Bretagna), o in caso di focolai improvvisi.

In presenza di varianti particolarmente contagiose come la Delta, continua la dottoressa, si fanno più fitte anche le maglie del tracciamento, con la messa in quarantena anche dei contatti a basso rischio.

Due contagi nei Cre

L’attenzione è anche rivolta ai luoghi del contagio, soprattutto da quando, dal 14 giugno, il Ferrarese con tutta l’Emilia Romagna è entrato in zona bianca. Nelle ultime settimane la curva dei contagi ha ricominciato a risalire, ma con una netta prevalenza di nuovi casi di positività tra le fasce più giovani: «Con le riaperture risulta naturalmente più difficile risalire ai luoghi del contagio, perché le occasioni di incontro e aggregazione si sono moltiplicate. Difficile ad esempio ricondurre con certezza la risalita dei contagi alle feste in piazza per gli Europei, perché i contagiati hanno avuto spesso molte altre occasioni di incontro». Appare sotto controllo, inoltre, la situazione nei Cre, i Centri Ricreativi Estivi aperti da inizio luglio: «Finora abbiamo trattato solo due casi, entrambi riferiti ad adulti: uno di una decina di giorni fa, l’altro più recente. Ma non è mai stata interrotta l’attività dei Centri».

Da registrare infine l’aumento della quota dei sintomatici: circa la metà, mentre settimane addietro erano un quarto: «Si tratta comunque di sintomi lievi – rassicura Califano – Questo dipende in parte dall’abbassamento dell’età dei contagiati, ma soprattutto dall’efficacia della vaccinazione».

Alessandra Mura

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