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Biogas Villanova. Pronta una petizione: “Dal Comune ancora nessun aggiornamento”

Una petizione per coinvolgere le frazioni vicine e dare la possibilità a tutti i cittadini di chiedere all’amministrazione comunale Fabbri più chiarezza e coerenza nelle scelte fatte finora per la costruzione della centrale biogas in via Ponte Assa.


È quanto stanno organizzando gli abitanti di Villanova che, dall’ultimo Consiglio comunale, quello in cui il vicesindaco Nicola Lodi aveva promesso un incontro tra residenti, tecnici Arpae e Comune, non hanno più avuto “nessun aggiornamento” sullo stato dell’arte del progetto.


Ma non solo. Hanno preso contatti col comitatoPer vivere meglio” costituito dai cittadini di Copparo-Tresignana per la centrale di Brazzolo e, nella giornata di venerdì scorso (14 ottobre), hanno chiesto formalmente un incontro a Gianni Michele Padovani, presidente della Provincia di Ferrara, per un confronto sulla questione.


Nel mentre, come avevano promesso qualche giorno fa, i cittadini non si danno per vinti. “Con questa petizione – spiega Sandra Travagli, portavoce del gruppo – chiediamo che il Comune si faccia subito promotore di un tavolo in cui intervengano a parlare la Provincia, la Regione e Arpa, per far in modo che venga rivisto e approfondito quanto sta succedendo. Inizialmente il Comune aveva votato contro alle varianti, per cui sembrava che di fatto avesse bocciato il progetto, ma si è scoperto che gli uffici comunali avevano già dato parere positivo“.


È il caso dell’ufficio Urbanistica e Viabilità, cui è preposto l’assessore Lodi: “Si tratta di una delle situazioni da verificare perchè non riusciamo a capire come sia stato calcolato il dato sul traffico e su come sia arrivato l’ok. Questo perchè abbiamo provato a localizzare le centrali più vicine a noi e quelle nei Comuni limitrofi che, se sommate alla realizzazione del progetto in via Ponte Assa, ci restituiscono un quadro molto rilevante e davvero impattante“.


Travagli si sofferma anche sulla necessità di estendere il discorso non solo a Villanova: “Chiamandola centrale di Villanova, si cancella tutta la realtà territoriale fatta di borgate, frazioni e case sparse, come in tutta la campagna ferrarese. C’è tutto un tessuto urbanizzato che va ben oltre a quello che oggi si prende solo in considerazione. È tutta la zona che oggi sta sfuggendo al controllo e alla programmazione. Il dimezzamento di cui parla Lodi sembra quasi un premio, ma per noi resta una centrale enorme. Che sia al 100% o al 50%“.


Prima di chiudere, la portavoce dei cittadini ci tiene però a precisare: “Non vogliamo essere tacciati come quelli insensibili ai bisogni, o come quelli che vogliono tenere bloccato un investimento importante per garantire il rifornimento energetico a livello nazionale in un momento di grave crisi per il prezzo dell’energia. Ma il progetto è veramente vicino alle case, troppo vicino e troppo impattante in una maniera non accettabile per noi. Ma che ci infastidisce è soprattutto la scarsa programmazione, il voler costruire in deroga agli strumenti urbanistici e la difficoltà a capire quali saranno le influenze sul nostro territorio. Quindi, o il Comune ci dà risposta o il rischio è di rimanere sempre in balia degli eventi, senza sapere quale futuro ci toccherà“.


 


 

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