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Cantiere fermo al Boldini, tutto da rifare: “La Cultura non è priorità di questa giunta”

Cantiere abbandonato, impresa che chiede la rescissione del contratto, necessità di trovare un’altra impresa disponibile. Se va bene i lavori di ristrutturazione al cinema Boldini e alla cineteca Vigor potranno ripartire nella primavera 2023. Lo riferisce l’assessore Andrea Maggi nel rispondere a un’interrogazione sul tema della consigliera Pd Ilaria Baraldi, la cui reazione è tranciante: “Della Cultura, a questa giunta, interessa il minimo sindacale”.


La vicenda è più complessa di quanto appaia. Sembra lontano anni luce l’annuncio dell’assessore alla Cultura Gulinelli e del direttore del Teatro Comunale Moni Ovadia sulla realizzazione proprio nel complesso del Boldini di un secondo teatro cittadino di dimensioni minori per nuove produzioni e nuovi teatranti. Si era però a giugno di quest’anno e sull’onda dell’entusiasmo per i lavori di ristrutturazione avviati. Entusiasmo che avrebbe dovuto però essere moderato, in quanto la fine dei lavori era stata prevista per i primi mesi del 2021 e già i ritardi si erano verificati, facendo spostare il termine ultimo al 15 novembre 2022. E’ quest’ultimo il motivo che ha portato la consigliera Baraldi a chiedere spiegazioni e previsioni per la riaprteura dell’intero complesso razionalista di via Previati.


Per capire cosa è accaduto, viene in aiuto proprio la risposta scritta dell’assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Maggi, all’interrogazione della consigliera dem. L’appalto del complesso Boldini, aggiudicato al Consorzio Stabile Restore di Napoli con il ribasso del 27,77%, pare infatti aver risentito in gran parte delll’attuale situazione finanziaria e dell’aumento dei costi delle materie prime, tanto che, dopo aver eseguito buona parte dei lavori edili e strutturali e “approvvigionato a piè d’opera parte dei materiali necessari (cartongessi, rivestimenti ignifughi, pavimenti in marmo, unità trattamento aria, gruppo frigorifero, ecc.)” – tutti lavori finora correttamente eseguiti, come riferito dall’assessore – l’impresa ha progredito con lentezza anche in parte per la “difficoltà contingente di trovare risorse qualificate da impiegare in cantiere”. “A fronte dell’aumento dei costi dei materiali – rivela Maggi – la Direzione Lavori ha applicato il Decreto Legge 17/05/22 n.50 (cosiddetto “aiuti”), ma tale misura non è stata giudicata sufficiente dall’impresa. A questo punto l’appaltatore ha chiesto la rescissione del contratto per eccessiva onerosità ai sensi dell’art. 1467 del Codice Civile. Verificata conseguentemente l’impossibilità di trovare un accordo con l’impresa Csr, si stanno valutando (con il contributo del Servizio Affari Legali) le condizioni per addivenire ad una risoluzione del contratto e procedere successivamente all’interpello delle altre imprese nella graduatoria di gara”. Secondo Maggi, quindi, il termine del 15 novembre è “una data che non potrà evidentemente essere rispettata” tenendo conto dei tempi necessari per la risoluzione del contratto e del riaffidamento dei lavori, pertanto “si ritiene che il cantiere non potrà partire prima della primavera prossima”.


Per quanto dettagliata la risposta dell’assessore non soddisfa Ilaria Baraldi, che rileva un vizio di fondo, ovvero l’assenza di un senso prioritario riservato alla cultura intesa non solo come grandi eventi e intrattenimento di massa. Una risposta giudicata ‘laconica’ in quanto “non c’è alcuna fretta nè traccia di sollecitudine – dichiara la consigliera – per riaprire alla città lo storico cinema d’essai e la preziosa videoteca, il cui contenuto giace in qualche deposito a prendere polvere”. Risorse che invece questa giunta ha trovato “per i grandi eventi, per le overdosi di comunicazione istituzionale, per ristrutturare spazi senza sapere che uso farne, per festival per tutti i gusti, per alzare alti cancelli, ma non riesce a trovarli per far fronte all’aumento dei costi (che vale per ogni cantiere) del prezioso cinema Boldini e degli spazi attigui”. “Come sempre – conclude Baraldi – è questione di priorità, e dalle scelte fatte direi che della Cultura, a questa giunta, interessa il minimo sindacale”.

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