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Carlo Pareschi

Nacque a Ferrara nel 1898 da famiglia benestante. Frequentò le scuole fino al 1917 quando partì per la guerra dove si distinse per alcuni atti di coraggio che gli valsero la medaglia di bronzo. Terminato il conflitto Pareschi si laureò in agraria. Nel frattempo partecipò agli esordi del fascismo che a Ferrara si muoveva sulle orme di Italo Balbo. Nel 1922, in giovanissima età, venne nominato direttore tecnico del Consorzio Agrario di Parma e nel 1925 si sposò con Letizia Benfenati, di Poggio Renatico, stabilendosi a Parma dove divenne presidente della Federazione provinciale degli agricoltori. Nel 1929 si trasferì a Roma, in seguito alla sua nomina di segretario generale della Federazione nazionale fascista degli agricoltori. Nel 1941 Pareschi venne mandato in Africa come combattente e propagandista. Il 26 dicembre di quello stesso anno venne nominato Ministro dell’Agricoltura, posto lasciato libero dall’uscente Tassinari. Il 24 luglio del 1943 Pareschi si recò alla sua prima seduta del Gran Consiglio del Fascismo votando a favore dell’’ordine del giorno Grandi (riunione in cui venne votata la sfiducia contro Mussolini). Nei primi giorni di ottobre Pareschi venne catturato dalle truppe della neonata Repubblica Sociale Italiana (regime, esistito tra il settembre 1943 e l’aprile 1945). Condotto a Verona e processato insieme agli altri “traditori” del 25 luglio, fu condannato a morte insieme a Galeazzo Ciano nel 1944 e giustiziato l’11 gennaio dello stesso anno.


L'articolo Carlo Pareschi proviene da Il portale dei monumenti di Ferrara, Castello Estense, Palazzo dei Diamanti, Casa Romei.


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