Ferrara.press

Tutte le notizie su Ferrara e dintorni

Cerca e leggi le ultime Notizie su Ferrara, Emilia Romagna e dintorni via Rss

News dai principali organi di informazione in costante aggiornamento

Case popolari a Ferrara, paletti agli extracomunitari: sì solo a chi prova di non possedere alloggi


FERRARA. Mentre ancora deve rendere note le ricadute della sentenza negativa sui buoni spesa, il Comune apre un altro fronte potenzialmente a rischio sul binario diritti-cittadini stranieri. Qualche giorno fa, infatti, la giunta ha licenziato gli indirizzi sulla documentazione da produrre sullo spinoso tema dell’impossidenza di alloggi per poter entrare nelle case Acer. Nel mirino ci sono ancora una volta i cittadini extracomunitari, in particolare quelli provenienti da paesi per i quali non vi siano convenzioni internazionali con l’Italia, una quindicina in tutto: queste persone per poter accedere alla graduatoria aperta la scorsa settimana, dovranno dimostrare documenti alla mano di non possedere immobili in patria. Si tratta di una norma potenzialmente di notevole impatto, perché si stima possano essere un 20-30% le domande che in questa maniera rischiano la bocciatura, sulla circa 2.000 attese all’Acer entro novembre. Ed è fresca una sentenza del tribunale di Milano che boccia una clausola del genere voluta dal Comune di Sesto San Giovanni, su ricorso dell’Asgi, la stessa associazione che ha ottenuto per via giudiziaria la modifica del bando ferrarese sui buoni spesa.



IL MECCANISMO



Il ragionamento dal quale discende la norma voluta dalla giunta (assente il vicesindaco Nicola Lodi, titolare di un alloggio Acer) è l’opportunità, «in base ad un criterio di ragionevolezza», di verificare il requisito dell’impossidenza per tutti i richiedenti. I cittadini italiani e Ue possono limitarsi a presentare l’autocertificazione, soggetta poi a controlli semplici da realizzare. Gli extracomunitari autorizzati al soggiorno si avvarranno della dichiarazione sostitutiva per gli immobili italiani, come pure i titolari del permesso di protezione internazionale o umanitario o i cittadini di paesi convenzionati. Le cose si complicano negli altri casi, perché «l’impossidenza di beni immobili nei Paesi di provenienza andrà documentata tramite la produzione dei certificati rilasciati dal Paese straniero corredati di traduzione in lingua italiana autenticata dall’autorità consolare italiana che ne attesti la conformità originale».



E se, come è probabile accada, ci sono difficoltà ad ottenere il documento? L’unica via, non certo agevole, è la richiesta «all’ufficio consolare italiano all’estero di provvedere al rilascio delle certificazioni occorrenti sulla base delle verifiche ritenute necessarie effettuate a loro spese». Non è difficile pronosticare una drastica riduzione degli accessi di questa tipologia e, magari, ricorsi giudiziari.



IL PRECEDENTE



C’è appunto un precedente, che suona sinistro per Palazzo Municipale in quanto promosso da Alberto Guariso dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, il legale del caso-buoni pasto. Il 12 marzo scorso il tribunale civile di Milano ha accertato «il carattere discriminatorio» del bando del Comune di Sesto San Giovanni nella parte in cui prevede che per i cittadini stranieri «non sono ammesse autocertificazioni ma solo documenti che - univocamente per tutto il territorio del loro stato di cittadinanza - dichiarino l’assenza di proprietà per ognuno dei componenti del nucleo familiare richiedente, attraverso l’esibizione di documenti ufficiali legalizzati e certificati dalle competenti autorità italiane». La sentenza impone quindi di modificare il bando «in modo tale da consentire ai cittadini stranieri di presentare la domanda per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani e Ue in generale, cioè senza la richiesta della documentazione supplementare». Non è detto che accada lo stesso a Ferrara, ma certo l’Asgi ha già nel mirino Palazzo Municipale. —



Stefano ciervo



© RIPRODUZIONE RISERVATA

 


Ferrara.press condivide questi Contenuti utilizzando una Licenza