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Condanna del Comune, Baraldi e Azione Civica attaccano Fabbri

L’ennesima condanna del Comune di Ferrara per discriminazione e la reazione del sindaco Alan Fabbri – un attacco alla Cgil e al vigile obiettore di coscienza che ha fatto ricorso davanti al giudice del lavoro – scatena le reazioni dell’opposizione, anche loro chiamate in causa dal primo cittadino.


“Ciò che non torna nelle dichiarazioni di Fabbri è, oltre al merito, il tono – osserva Ilaria Baraldi, consigliera comunale del Pd -. È il tono che da propagandistico quando ottiene una vittoria si trasforma in strafottente e insultante quando perde. Meglio: quando fa perdere il Comune a causa delle sue scelte amministrative (di norma, davanti ad un giudice: se la vogliono fare qualche domanda, i cittadini ferraresi, a riguardo?)”.


Baraldi parla anche dell’attacco rivolto al segretario della Cgil di Ferrara: “Zagatti non ha certo bisogno della difesa della sottoscritta, per quanto valga la pena ricordare al sindaco che un segretario confederale merita rispetto anche nella contrapposizione. Ma forse il vigile che ha fatto ricorso e le vigilesse che scelgano di optare per l’obiezione rispetto al porto darmi, forse questi dipendenti comunali meritano che chi, come me, rappresenta cittadine e cittadini democratici (che si rifanno a valori agli antipodi rispetto a quelli che muovono questa amministrazione) inviti il sindaco ad una maggiore prudenza nelle parole e nella scelta del tono con cui si rivolge ai dipendenti della amministrazione che temporaneamente ha l’onore di guidare”.


“Quel tono di insofferenza nei confronti del lavoro pubblico che aleggia perennemente in ogni dichiarazione del sindaco – prosegue la consigliera dem – è offensivo non solo per me, non solo per la forza politica che rappresento, non solo per il singolo dipendente o la categoria che di volta in volta finisce sotto l’occhio di bue della macchina comunicativa del sindaco. È offensivo per l’intera amministrazione e per tutti i suoi dipendenti e per la carica che Fabbri ricopre, transitoriamente, per la quale mostra – con le sue affermazioni – di non avere alcuna coscienza, o alcun rispetto. Quel non detto sotteso – continua Baraldi – per il quale il dipendente pubblico in fondo è un po’ un nullafacente, e in questo caso, non volendo armarsi, pure un po’ codardo, per non parlare dei sindacalisti, quei rompipalle, o dei giudici; quel modo ammiccante di rivolgersi ai suoi elettori con domande retoriche, quel darsi di gomito col fare da bullo ai giardinetti… Forse il sindaco confonde la ‘cosa pubblica’ con il suo personale ’pubblico’, che non può essere deluso con un cambio di look, di prosa, di livello di gag. Cosa succederebbe se Fabbri decidesse di interpretare il ruolo di sindaco come gli impone la Costituzione, con onore e dignità? La scelta del registro comunicativo del sindaco è figlia di un atteggiamento pre politico, forse apolitico, che nulla ha a che vedere con la gestione del bene della collettività”.


Critiche al’Amministrazione e a Fabbri piovono anche da Azione Civica, il gruppo rappresentato in Consiglio da Roberta Fusari: “Il Comune di Ferrara continua a violare le leggi che tutelano le persone, e mette in campo politiche discriminatorie; prima con i buoni spesa, poi con l’assegnazione delle case popolari, ora non rispettando l’obiezione di coscienza di un lavoratore comunale. Non c’entra nulla la sicurezza come fa credere il sindaco arrampicandosi sugli specchi. Il Comune di Ferrara non rispetta le leggi, lo dice il Tribunale con ben tre sentenze. Per questo ha ragione il Segretario generale Cgil Cristiano Zagatti nel dire che ‘la Giunta per il bene della città dovrebbe essere dimissionaria per manifesta incapacità amministrativa’. Tre condanne per discriminazione, questo è il fatto. Il resto è fumo negli occhi per chi ancora crede a ciò che l’Amministrazione racconta. Poi, per inciso, Azione Civica ha votato contro il regolamento della Polizia Locale che introduceva l’uso delle armi”.


Sul caso e sull’obiezione di coscienza si registra anche l’intervento dell’associazione Ferrara Bene Comune: “Ferrara, dai tempi di Pietro Pinna, è sempre stata accogliente nei confronti degli obiettori di coscienza, accompagnando il percorso che ha portato al riconoscimento del diritto ad obiettare per motivi di coscienza in diversi ambiti della vita. Un diritto sacrosanto che non va banalizzato con una certa superficialità, la stessa con cui, a volte, viene sbeffeggiata la fede religiosa di alcuni consiglieri comunali. Chi ha fatto obiezione di coscienza all’uso delle armi non ha rifiutato di difendere la sua gente, ma ha proposto di farlo in un altro modo. Provare a pensare alla sicurezza non solamente con cancellate e armi potrebbe aiutare la città a trovare strade nuove ed efficaci. Dispiace che il Comune di Ferrara sia stato condannato per condotta discriminatoria – afferma l’associazione -. Discriminare è un segnale della mancanza del dovuto rispetto per tutte le persone che vivono a Ferrara. Mancanza di rispetto è anche il fatto che ancora una volta sono i cittadini che, impossibilitati ad obiettare, si trovano a pagare di tasca propria le costose spese legali per le scelte di questa Amministrazione”.


 

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