Ferrara.press

Tutte le notizie su Ferrara e dintorni

Cerca e leggi le ultime Notizie su Ferrara, Emilia Romagna e dintorni via Rss

News dai principali organi di informazione in costante aggiornamento

Contributi post sisma, nessuna truffa sui lavori per la casa


CENTO. «Pinuccio Divona e Riccardo Poppi sono stati assolti perché il fatto non sussiste». È più che soddisfatto l’avvocato Gianni Ricciuti dopo la sentenza, ieri mattina, in Tribunale a Ferrara. I due erano stati accusati di truffa perché secondo la procura avrebbero richiesto contributi post sisma per 350mila euro per la ristrutturazione di un tetto crollato due anni dopo il terremoto, e dichiarato falsamente - per ottenere il cento per cento del risarcimento - che l’immobile era utilizzato come prima abitazione, quando fin dal 2009 era stato oggetto di lavori.





«Abbiamo avuto ragione fin dal primo momento - aggiunge l’avvocato - e adesso valuteremo come muoverci perché, e non va dimenticato, la famiglia sta ancora vivendo un una sorta di magazzino rimesso a posto. E adesso finalmente possiamo procedere con la richiesta di contributi per sistemare l’immobile visto che le domande erano rimaste in sospeso».







L’immobile di proprietà di Pinuccio Divona è stato danneggiato dal terremoto del 2012, anno in cui è stata presentata la richiesta di contributo. Il tetto è invece crollato nel 2014 «ma per le conseguenze dei danni provocati dalle scosse - precisa l’avvocato Ricciuti - e quei contributi sarebbero da considerarsi legittimi anche senza il cedimento del tetto».



Invece il proprietario dell’immobile è stato accusato di truffa mentre il geometra che aveva eseguito la perizia, Riccardo Poppi di falso perché secondo la procura avrebbero richiesto contributi “per la ristrutturazione di un tetto crollato due anni dopo il terremoto, e dichiarato falsamente - per ottenere il cento per cento del risarcimento - che l’immobile era utilizzato come prima abitazione, quando fin dal 2009 era stato oggetto di lavori”.



«Una vicenda che ha dell’assurdo e che ha visto la famiglia subire oltre al danno anche la beffa considerato che il Comune di Cento si è costituito parte civile perché ha dovuto portare avanti le pratiche necessarie, e per questo ha chiesto un risarcimento dei danni con una provvisionale di diecimila euro.





Ieri mattina, l’assoluzione, «e anche con formula piena - precisa il legale -. Cinque persone subito dopo il terremoto hanno dormito in macchina e poi nelle tende in giardino: se avessero avuto un’altra casa, come sostenuto, forse ci sarebbero andati. E invece hanno rimesso a posto un magazzino adiacente alla abitazione dove continuano a vivere». Non solo, «il tetto è sì crollato dopo ma sempre per le lesioni provocate dal terremoto, ed è più che evidente».



L’inchiesta era stata innescata dai controlli eseguiti per verificare la congruità delle richieste di contributi per la ricostruzione, controlli che tra l’altro attraverso Google Earth avevano permesso di scoprire che il tetto non era crollato nell’immediatezza delle scosse ma solo nel 2014. —





 


Ferrara.press condivide questi Contenuti utilizzando una Licenza