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Crimini nazisti. La causa ‘ferrarese’ piega il Governo sui risarcimenti

Una toppa politica per evitare l’imbarazzo con un alleato. E per non creare una conflitto con la Germania sui risarcimenti per i crimini nazisti in Italia, il Governo Draghi ha creato un fondo di ristoro per le vittime dei crimini di guerra compiuti in Italia dai nazisti tra il 1939 e il 1945.


Una vicenda che riguarda Ferrara da molto vicino.


Una delle origini è infatti la storia di Gualberto Cavallina, partigiano della brigata Garibaldi “Trieste”, catturato il 25 novembre del 1944 dai nazisti e deportato nei campi di concentramento di Dachau e Natzweiler, dove venne torturato e costretto ai lavori forzati. Si salvò, fece ritorno in Italia, ma non si riprese mai veramente da quell’inferno in Terra. Alla sua morte, suo figlio Diego Cavallina – ex sindaco di Berra – decise di restituirgli la dignità persa nelle indicibili sofferenze patite nei lager e fece causa, assistito dall’avvocato Fabio Anselmo.


Fu lo Stato italiano a opporsi, uscendone vincitore in primo grado, ma soccombente in appello: nel 2020 la Corte d’appello civile di Roma condannò in solido la Germania e l’Italia a risarcire Cavallina con la cifra simbolica di 100mila euro.


Quello di Cavallina non era l’unico caso. Medesima sorte aveva avuto la pretesa risarcitoria avanzata dagli eredi di un’altra vittima del regime nazista, Angelantonio Giorgio e proprio dall’unione delle due cause in fase esecutiva, per ottenere quanto spettante, è nato un nuovo imbarazzo per l’Italia.


“Siamo intervenuti in una procedura esecutiva di una causa gemella patrocinata dal prof. Salvatore Guzzi – spiega Anselmo – per il pignoramento eseguito su Istituto Archoelogico Germanico, Goethe Institut, Istituto Storico Tedesco di Roma e la Scuola Tedesca (Scuola Germanica Roma). Tutti immobili situati a Roma. La Germania ha allora ‘trascinato’ l’Italia avanti la Corte dell’Aia, rea di non averla difesa con profitto in questi contenziosi”.


Il risultato è stato che il Governo, per salvare capra e cavoli e togliersi dall’imbarazzo, ha inserito nel decreto sulle misure urgenti per l’attuazione del Pnrr un articolo che da un lato sospende il pignoramento e dall’altro crea un fondo apposito pari a 20 milioni di euro per il 2023 e 11 milioni all’anno dal 2024 al 2026. Una soluzione che ha già incontrato il favore di Berlino.


Fabio Anselmo

Fabio Anselmo


“È stato varato un fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l’umanità per la lesione dei diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano o comunque in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra il 1° settembre 1939 e l’8 maggio 1945”, osserva Anselmo che allarga lo sguardo agli effetti ulteriori che tale situazione potrebbe creare se il diritto individuale al risarcimento fosse sempre superiore agli accordi internazionali post bellici: “È una grande vittoria? – si chiede Anselmo -. No, è solo l’inizio. Magari potessi dire così. Chi si azzarderebbe mai ad avventurarsi in guerre se il feroce business che è sempre ad esse collegato, fosse vanificato da obblighi risarcitori enormi a favore le vittime civili dei relativi crimini? Se a nulla valessero le limitazioni dei trattati post bellici tra gli stati contendenti firmatari?”.


 

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