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Criticità in carcere a Ferrara: all’Arginone arriva il direttore del Dap

Dopo le criticità segnalate negli ultimi tempi dai sindacati di polizia penitenziaria nel carcere di Ferrara – in particolare comportamenti violenti da parte di alcuni detenuti – nella giornata di venerdì all’Arginone è arrivato Massimo Parisi, direttore generale del personale e delle risorse (Dap).


Visita organizzata dalla direttrice dell’istituto Nicoletta Toscani, che ha visto la partecipazione anche della politica: c’erano infatti sia le candidate del Pd Paola Boldrini e Marcella Zappaterra, che il consigliere regionale Fabio Bergamini (Lega).


Di fatto sono loro a rivelare l’arrivo di Parisi, secondo Paola Boldrini “venuto apposta da Roma per interloquire e dare risposte sui timori avanzati circa la costruzione di un nuovo padiglione – previsto per il 2026 per 80 detenuti inseriti in percorsi avanzati – e sull’implemento dell’organico. L’incontro faceva seguito ad un’altra mia visita richiesta e fatta in cosiddetta ‘missione’ con Franco Mirabelli, capogruppo in Commissione permanente giustizia in Senato, lo scorso autunno, per aprire un ragionamento in questa direzione e chiedere l’inserimento di risorse in Finanziaria”.


La senatrice risponde anche al presidente della Camera penale ferrarese, Pasquale Longobucco: “Afferma che il tema non è di interesse elettorale, rispondo che per fortuna non lo è. Perché c’è e c’è da tempo. Il summit di faceva seguito a un mio confronto l’8 giugno con la Ministra Marta Cartabia e con lo stesso Parisi e a una mia interrogazione parlamentare il 2 agosto. Motivo per cui ringrazio la direttrice Toscano per averlo organizzato ed esteso, correttamente, ai livelli istituzionali coinvolti, alla rete penitenziaria e ai sindacati. Come ho ribadito ieri, il discorso carcere va affrontato sul triplice piano della progressiva e cronica carenza di personale, della condizione e gestione dei detenuti e degli operatori stessi. Manca infatti personale sanitario, sia psicoterapeuti che psichiatri, che provvedano ad una vera presa in carico dei detenuti fin dal loro ingresso. E vanno aumentate figure a supporto del personale dell’istituto penitenziario, tra i più colpiti dallo stress da lavoro correlato. Per questo io e Mirabelli avevamo chiesto che in Finanziata fossero messe risorse ad hoc. E per questo per le condizioni delle carceri e della nostra casa circondariale, di cui mi occupo dai tempi in cui ero presidente di circoscrizione, continuerò a battermi se tornerò in Parlamento”.


“Abbiamo approndito il progetto di ampliamento del carcere con un nuovo padiglione – aggiunge Marcella Zappaterra -. Progetto in merito al quale, insieme al collega Federico Amico, ho presentato una risoluzione in Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per chiedere soluzioni al grave problema del sovraffollamento (in Emilia-Romagna sfioriamo il 20%) che affligge i detenuti e il personale penitenziario. Da un lato – prosegue Zappaterra – vanno migliorate le strutture, aumentato l’organico del personale sia di polizia penitenziaria che dei servizi (a partire dagli educatori), dall’altro vanno divulgate le misure alternative alla pena detentiva quando sussistono i requisiti”.


“Le carceri regionali mancano di agenti, personale e direttori – afferma dal canto suo Fabio Bergamini, insieme a Nicola Lodi -. Si tratta di una situazione di estrema precarietà, nonostante la quale si vorrebbe fare mantenere l’ordine negli istituti penitenziari. Come primo impegno della nuova legislatura, dovrà esserci quello di migliorare la condizione dei lavoratori negli istituti di pena. “La costruzione di un nuovo padiglione detentivo, a Ferrara, deve essere preceduta da una accurata valutazione degli impatti che questo avrebbe, in particolare sul carico di lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria”, aggiunge Bergamini, secondo il quale “è certamente necessario affrontare l’esigenza di maggiori spazi – dice Fabio Bergamini – viste le numerose sanzioni dell’Europa all’Italia per il sovraffollamento delle celle. Tuttavia, sappiamo che la situazione è molto grave, come dimostra la frequenza di incidenti e aggressioni, ai danni del personale di polizia penitenziaria, l’ultimo soltanto qualche settimana fa”.


“A Ferrara e nel resto della regione, mancano gli agenti necessari – rincara il candidato leghista alla Camera, Davide Bergamini –. Più in generale, esiste il rischio concreto di perdere l’opportunità di stabilizzare i 146 candidati idonei che hanno superato il concorso per dirigenti penitenziari. Dei quali, nell’immediato, verranno assunti soltanto 57 candidati, ma sappiamo bene che in Italia (a seguito della spending review) mancano all’appello almeno 131 unità dirigenziali. Inoltre, solo nel 21% degli istituti è presente un vice-direttore. Tra le priorità della prossima legislatura vi è certamente quella di ripristinare l’organico delle forze di polizia e del personale degli istituti carcerari, trascurati da ormai troppi anni”.

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