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Ex Palaspecchi, il Comune punta all’esproprio

(un’immagine del progetto candidato al Pinqua, poi Pnrr)


È l’arma più forte a disposizione, ma anche una delle più delicate in un contesto piuttosto ingarbugliato. Il progetto di riqualificazione della porzione rimanente dell’ex Palaspecchi passa per la via dell’esproprio per pubblica utilità.


Per capire quali siano i passaggi necessari, sbrogliare la matassa e avere un supporto operativo, il direttore generale Sandro Mazzatorta ha dato incarico alla società D’Aries & Partners di Milano di studiare la situazione, stanziando risorse per oltre 46mila euro a valere sul bilancio 2022.


Un supporto che servirà agli uffici comunali, si legge nella determina, “ai fini delle attività giuridico-operative propedeutiche al procedimento di esproprio, con la valutazione preliminare delle condizioni e delle modalità organizzative ed operative richieste nonché dei tempi tecnici necessari per l’acquisizione definitiva dell’area in questione per la quale il Comune di Ferrara dovrà addivenire alla dichiarazione di pubblica utilità del Progetto insistente su detta area, entro maggio 2023 e successivamente all’ammissione in possesso (necessario per l’inizio lavori indicativamente entro marzo 2024) al fine di rispettare le tempistiche di cui alla convenzione sottoscritta con il Ministero”.


Le difficoltà sembrano dovute ancora alla complicata situazione in cui si trova la società – oggi in liquidazione – Ferrara 2007, proprietaria di buona parte degli spazi (circa 48mila metri quadri in totale) e sul quale aveva acceso anche delle ipoteche di primo grado a favore della Banca Popolare di Bari, e di secondo grado a favore dell’Agenzia delle Entrate per debiti Imu e previdenziali contratti dalla società.


Questo primo aspetto è stato già oggetto di una consulenza fatta eseguire dall’Amministrazione comunale sempre alla D’Aries & Partners e resa il 4 aprile scorso. Nonostante Ferrara 2007 avesse dato la disponibilità a vendere l’immobile ai tempi del Pinqua, proprio a seguito di quella relazione il Comune sembra essersi oggi orientato per l’esproprio, forse una strada più sicura per non perdere i 15 milioni di euro, ma non scevra di rischi per la necessità di evitare futuri, sanguinosi contenziosi.


Il progetto candidato al Pinqua e approvato prevede la realizzazione di 48 alloggi di housing sociale, la demolizione di tre fabbricati, aree da destinare come spazi polivalenti e per lo sport all’aperto e la realizzazione di due nuove piste ciclabili una con il nuovo polo fieristico.


Nel frattempo il Pinqua è stato assorbito all’interno delle misure del Pnrr, la cosa ha comportato anche una modifica degli attori coinvolti nella (si spera) futura riqualificazione: se prima il Comune aveva previsto di realizzarla in parte in accordo con dei soggetti privati selezionati, le nuove norme hanno previsto che i soggetti attuatori e beneficiari siano solo pubblici, per cui si avvarrà del supporto di Acer Ferrara.


 

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