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Ferrara, danni a decine di auto per il maltempo: ma ottenere il rimborso non è sempre semplice


FERRARA. La vostra auto è stata danneggiata da un albero caduto, sradicato dal vento che diventa quasi una tromba d’aria come accaduto lunedì scorso in città? Nel caso abbiate una assicurazione contro eventi atmosferici potreste avere una speranza di risarcimento danni, altrimenti...



Altrimenti, le assicurazioni spesso non pagano. «È uno degli aspetti più importanti e controversi nel campo assicurativo nei rapporti con i clienti – spiega Giorgio Gnani, assicuratore da decenni –. Perché si crede che se l’auto ha subito danni da un albero, che sia di proprietà pubblica o privata, la responsabilità è diretta del proprietario dell’albero. Ma non è così – precisa perentorio Gnani – Non può esservi in caso di eventi eccezionali come ad esempio quello di lunedì scorso a Ferrara».



Nessun automatismo. Dunque nessun automatismo tra danni e causa: «Esatto. Ad esempio, per far comprendere meglio, se un vento forte spezza un grosso ramo o un albero in una zona di diversi chilometri, è possibile sostenere che quell’albero fosse malato, non è stato controllato e sottoposto a manutenzione: in questo potrebbe esservi una responsabilità». Non è il caso di lunedì scorso, non è così? «Certo – sottolinea Gnani – perché è cosa diversa se la vostra auto viene danneggiata da un albero sradicato da un forte vento o una tromba d’aria e se questa interessa ovviamente una zona ampia con danni generali».



E allora, che fare? «Ovviamente resta il fatto che assicurarsi contro eventi naturali innesca l’automatismo di rimborso, mentre in altri casi è difficile sostenere, ribadisco almeno a livello assicurativo, che vi possa essere una responsabilità e dunque un obbligo di risarcimento».



E allora, chi subisce un danno e non è assicurato contro gli eventi atmosferci, come può rivalersi su un privato o un ente pubblico, proprietari di alberi o di altri oggetti o “cose” come indica il codice civile?



Si spera nel civile. Non resta altro che una causa civile per cui occorre armarsi di tanta, tanta pazienza e speranza: «Ci si può attivare sul proprietario o sul custode della “cosa” – spiega l’avvocato Claudio Maruzzi – come indica il codice ma per attribuire una responsabilità di chi ha causato, in ipotesi, il danno, nel caso di eventi eccezionali, occorre dimostrare questa responsabilità con tutto ciò che questa azione comporta».



Ossia per stabilire una possibile responsabilità, la procedura prevede in primis di rivolgersi ad un avvocato, poi per sostenere la richiesta danni occorre una perizia di parte, e quindi si innesca il contenzioso, che costa soldi e dura tanto. «Vi sarebbe l’opportunità della mediazione – suggerisce l’avvocato Maruzzi – e ciò dipende dal mediatore di turno». E dalle richieste delle parti, poiché la mediazione in Camera di Commercio può avere ottimi risultati se si raggiunge un accordo “salomonico”, ma dipende ovviamente da caso a caso. –



D. P.



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