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Ferrara, i coldiretti: perso il 10% dei raccolti, ora libertà di sparare alle nutrie


FERRARA. Coldiretti chiede azioni di contrasto al proliferare della nutria, «più efficaci e pertinenti», e una riforma della legge nazionale sull’attività venatoria che, tra le altre cose, dia più autonomia di applicazione delle misure di controllo ai conduttori dei fondi agricoli, e che assicuri rimborsi ai coadiutori per l’attività svolta a favore della collettività. Le azioni di contrasto alle nutrie, è stato detto, sono pubblico servizio.



«Chiediamo – ha detto Floriano Tassinari, presidente provinciale Coldiretti, ieri al sit in davanti alla Prefettura – una legge giusta che permetta agli agricoltori di contenere, con un piano di abbattimento degli animali, la fauna selvatica, a partire dalla nutria, ma anche i fagiani, e in montagna i cinghiali. Oggi il problema grosso è la produzione: questi animali arrivano a far mancare il 10% della produzione su un ettaro. Non siamo contro gli animali ma siamo per una giusta battaglia di contenimento di questa fauna selvatica che purtroppo provoca grossi danni anche agli argini dei fiumi e alle strade. Siamo pronti a fare un giusto progetto e dare una risposta anche alla provincia di Ferrara». Coldiretti suggerisce che nelle ipotesi di riforma della legge 157 sia quindi prevista la «possibilità per i conduttori dei fondi agricoli, debitamente formati, di operare in autonomia per l’applicazione delle misure di controllo della specie, nel proprio fondo e in altri fondi preventivamente segnalati»; dovrebbe inoltre essere possibile «utilizzare armi diverse da quelle della caccia visto che questa non è attività venatoria – aggiungeva Riccardo Casotti, il vice direttore – una carabina silenziosa è già stata sperimentata nel territorio ferrarese e ha più funzionalità: le nutrie scappano quando sentono lo sparo».



Chieste anche risorse, da ripartire a livello regionale e provinciale, per il ristoro dei danni subiti alle colture. E alla fine si è detta soddisfatta la delegazione della Coldiretti che ha incontrato il prefetto Rinaldo Argentieri: «Siamo all’inizio di una svolta – ha detto Tassinari – il prefetto ha dato la sua disponibilità per continuare il discorso: c’è stata un’apertura diversa dalle altre volte e il prefetto si è anche reso disponibile ad incontrarci ancora. Riscontrata la necessità di rivedere la legge e coinvolgere di nuovo tutti gli attori, il presidente della Provincia e i sindaci. Siamo contenti di questa nuova disponibilità».







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