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Ferrara, ospedali in “fase 3”: verso un unico centro per pazienti contagiati al Sant'Anna


FERRARA. Un unico ospedale per pazienti Covid per tutto il Ferrarese con la struttura di degenza di Lagosanto avviata verso la riconversione, non si sa ancora quanto veloce, in centro sanitario “pulito”, cioè senza pazienti contagiati dal coronavirus. Il futuro più prossimo della riorganizzazione ospedaliera in provincia sembra orientato verso questo traguardo, dopo i mesi del lockdown duro e la fase più critica della pandemia, quando la curva dei decessi, dei ricoveri e dei tamponi positivi continuava a crescere o si manteneva comunque su livelli che hanno messo sotto pressione l’intero sistema sanitario, portando di fatto al blocco dell’attività ordinaria. La richiesta che sale dai comuni della provincia è di tornare, nella “fase 3” dell’emergenza ormai lontana dai picchi di aprile, a un recupero dei servizi sospesi e dei reparti soppressi: decine di migliaia di visite, esami e interventi chirurgici d’elezione, cioè programmati, finiti nella tagliola del lockdown dal marzo scorso.



LE FUMATE NERE



L’occasione per riprendere in mano il piano di riconversione in uno scenario post-Covid è offerta dalla prossima seduta della Conferenza socio-sanitaria territoriale, fissata per martedì 9 giugno. In quella sede saranno presentate e discusse le proposte elaborate dai tre distretti sanitari della provincia (Basso ferrarese, Ferrara e limitrofi, Alto ferrarese) dopo il tentativo di approdare alla definizione di un unico piano provinciale da parte di Asl e S. Anna, come era stato richiesto – in una fase in cui si erano scontrati progetti di riorganizzazione disomogenei e incompatibili fra loro – dall’ex commissario regionale dell’emergenza Covid-19, Sergio Venturi. La proposta di sintesi, presentata pubblicamente il 12 maggio scorso, con l’ospedale di Cona confermato “misto” (reparti Covid e non Covid), l’ospedale del Delta destinato, almeno in parte all’assistenza di pazienti Covid e i due ospedali di Cento e Argenta “Covid free” aveva scontentato i sindaci del basso ferrarese che avevano respinto l’ipotesi concordata dalle due aziende pubbliche.



IPOTESI A CONFRONTO



Martedì sarà la proposta del Distretto Sud Est (basso ferrarese) ad aprire la strada verso l’indicazione di un unico ospedale “misto” in provincia (Cona) e al progressivo ritorno dell’ospedale del Delta alle funzioni sanitarie pre-Covid, ripristinando l’attività della cardiologia, la Medicina, il Pronto soccorso pediatrico h24, il reparto psichiatrico, l’emodinamica e la dialisi, con ritorno della «chirurgia generale, ortopedia, urologia e ginecologia» e dell’attività ambulatoriale specialistica e di Radiologia. Insomma un recupero pieno delle funzioni ordinarie, dettagliatamente descritto nella proposta del Distretto Sud Est firmata dal sindaco di Lagosanto, Cristian Bertarelli. Lo scenario condiviso da Asl e Sant’Anna prevede invece ricoveri a Valle Oppio di pazienti positivi al tampone provenienti dai comuni dei distretti Sud Est (Basso ferrarese) e Ovest (Alto ferrarese). Per i comuni più vicini alla costa una prospettiva da abbandonare in tempi piuttosto brevi, anche per offrire un ospedale “pulito” ai turisti che gli operatori del litorale sperano di poter rivedere in estate sui lidi.



L'OCCHIO DELLA REGIONE



La partita, non ancora definita del tutto, potrebbe prendere la piega dell’unico ospedale “misto” in provincia, quello di Cona, perché sembra che anche dagli altri distretti sanitari (Ferrara e dintorni e Alto ferrarese) l’indicazione sia di ricoverare a Ferrara tutti i pazienti contagiati. Un punto sul quale forse l’ultima parola dovrà dirla la Regione (il 30 giugno scade il mandato dei due commissari straordinari, Vagnini e Carradori). Argenta e Cento resterebbero Covid free, accogliendo solo “sospetti” fino all’esito del tampone, come Lagosanto se i comuni “ribelli” del basso ferrarese la spunteranno. La loro posizione sembra oggi più concretamente applicabile sull’onda dei dati, quotidianamente aggiornati, del bollettino sanitario provinciale che registrano sporadici decessi, ricoveri in calo, soprattutto di pazienti “sospetti” poi negativi al tampone, e positivi quasi azzerati. —



Gi.Ca.



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