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Geotermia. Indagine sulle tariffe: “Sono inadeguate”

Ridiscutere la convenzione tra Hera e Comune di Ferrara per le nuove tariffe del teleriscaldamento e sospendere le morosità incolpevoli. Queste le due richieste all’amministrazione guidata da Alan Fabbri che arrivano dal tavolo delle opposizioni unite (Pd a Italia Viva, Articolo 1, Psi, Alleanza Verdi-SI, Azione Civica, Ferrara Bene Comune, Campo Democratico, Azione, Possibile) decise a contestare un interventotardivo, inappropriato e inadeguato che lascia perplessi“.


“La misura in questione – spiega Giorgio Scalabrino Sasso del Pd – interviene dopo un anno di esplosione dei prezzi, non è retroattiva, non corrisponde nemmeno alle necessità delle famiglie e delle imprese di Ferrara e non tiene neanche conto dell’impennata dei prezzi del gas che hanno salassato e drenato risorse a molti cittadini”.


La retroattività del calcolo delle nuove tariffe infatti, viene sottolineato, “non copre assolutamente il periodo peggiore per l’utenza, ma inizia solo dal 1° ottobre 2022 e alle prime proiezioni e stime sembra aggirarsi intorno al 20-22%, quando gli aumenti sopportati dall’utenza delle geotermia sono stati del 150%“.


Le rimostranze arrivano dopo le conclusioni dellindagine svolta da Arera sui costi e prezzi applicati in Italia dalle maggiori multiutility che forniscono il teleriscaldamento, pubblicata il 2 novembre scorso, ovvero cinque giorni dopo la formalizzazione della stretta di mano tra Hera e giunta del 27 ottobre, in cui viene dimostrata – “con un colpo di scena” – la “sostanziale inadeguatezza delle tariffe praticate dalla maggior parte dei gestori del teleriscaldamento a livello nazionale”.


“Il tempismo con il quale è stato raggiunto questo accordo – spiegano le opposizioni – lascia pensare che si sia voluto anticipare l’uscita di questo documento che avrebbe svelato come l’accordo storico di cui si narra sia a tutti gli effetti un’arma di distrazione di massa” ma soprattutto, se si analizza l’addendum con cui si è estesa la precedente convenzione tra il municipio e l’azienda di distribuzione energetica per altri dieci anni, si può evincere che il prolungamento dell’accordo è “totalmente arbitrario e non rispondente a nessuna reale esigenze programmatica del Comune di Ferrara” e che “le due voci principali degli oneri che Hera ha nei confronti dell’amministrazione locale sono state ridimensionate”.


Così facendo, affermano le opposizioni, il risultato di questa operazione “regala a Hera nell’arco di validità della convenzione circa 10,5 milioni di euro più Iva, non versata alle casse dello Stato col mancato incasso che viene così messo a carico dell’intera collettività” e “salva la stessa società dal rischio di dover ricalcolare e adeguare le nuove tariffe nel momento di massima pressione del prezzo del gas, cioè dal terzo trimestre 2021 al secondo trimestre 2022″.


Tornando però ai risultati contenuti nel documento di Arera – illustra Massimo Buriani di Campo Democratico – emerge che “dall’ultimo trimestre del 2021, l’aumento vertiginoso delle tariffe non risulta giustificato, essendosi allineato sui valori superiori del corrispondente costo evitato, vale a dire la spesa che l’utente avrebbe sostenuto utilizzando una normale caldaia a gas che, in un mercato concorrenziale, dovrebbe rappresentare il prezzo massimo applicabile”.


Ma non solo, l’indagine – aggiunge – ha rilevato “problemi di equità per le reti che dispongono di impianti di produzione alimentati da fonti energetiche energetiche diverse dal gas, equiparando le tariffe ai prezzi del gas anche se queste non risentono dell’incremento delle relative quotazioni” e ha sottolineato “come il meccanismo di calcolo della tariffa nasconda margini di discrezionalità” tant’è che “il solo fatto di utilizzare nelle formule di calcolo delle tariffe, come parametro di riferimento, un valore molto basso di efficienza riferito a caldaie di vecchia generazione anziché quello paragonabile ad una caldaia a condensazione e quindi ad alta efficienza, porta ad un aumento significativo del prezzo finale del Tlr“.


Inoltre, l’autorità ha evidenziato come “molti operatori abbiano sistematicamente applicato listini superiori al costo evitato, ma prestando tuttavia attenzione a rimanere sotto il prezzo soglia, cioè il prezzo al di sopra del quale, per l’utente, risulta più conveniente rinunciare al Tlr“. “A Ferrara – sottolinea Buriani – ritentiamo che il prezzo soglia sia stato abbondantemente superato, dal momento che è fallita nel giugno 2022 la campagna commerciale di Hera per estendere gli allacciamenti di condomini al Teleriscaldamento e alcuni amministratori condominiali hanno già deciso di riattivare le vecchie caldaie“. Infine, Arera avanza alcune proposte di intervento, raccomandando il trasferimento dei benefici agli utenti anche per assicurare ulteriori sviluppi al settore.


Abbiamo bisogno di chiarezza – conclude Scalabrino Sasso – e di trasparenza. I cittadini non devono essere trattati come bambini a cui si promettono i giocattoli. Non basta piantare alberi oppure fare convegni. L’amministrazione comunale deve essere chiara sull’operazione e far capire cosa sta succedendo. A oggi, così com’è, l’accordo non è all’altezza delle esigenze delle persone e delle imprese che hanno creduto e continuano a credere nella geotermia con la speranza che possano continuare a sviluppare attenzione verso questa fonte”.


 

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