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Il direttore della Croce Bianca di Ferrara: commenti choc su femminicidio ed ebrei

“Comunque anche lei come andava conciata, ovvio che il ragazzo era geloso“. È il commento di un ferrarese sulla morte di una donna massacrata a martellate dall’ex.


Il femminicidio è quello di Alessandra Matteuzzi, la donna di 56 anni uccisa dall’ex Giovanni Padovani, di 27, la sera del 23 agosto a Bologna. Il commento è quello del ferrarese Donatello Alberti, direttore della Croce Bianca dell’Emilia-Romagna, associazione di volontariato che offre un servizio ambulanze per il trasporto di infermi.


Alberti, che fu tra l’altro uno dei protagonisti dello shitstorming leghista contro il direttore di Estense.com, lo ha scritto sulla pagina Facebook de “La Repubblica”, nei commenti all’articolo che parlava dell’efferato delitto.


Nonostante le varie critiche piovutegli addosso, Alberti non è tornato sui suoi passi e ha ribadito, rivollgendosi alle commentatrici: “Comportatevi più sobriamente come le nostre nonne, non siate scostumate e provocanti e gran parte delle aggressioni saranno evitate, la colpa prima di tutto è del mondo di oggi totalmente fuori controllo, la donna fa l’uomo e viceversa, ma dove siamo arrivati?”.


La gravità delle parole, e dei pensieri, di Alberti è finita anche all’attenzione dell’assessore regionale alla sanità dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini, che sulla propria pagina istituzionale ha scritto che “non esiste giustificazione alcuna per un atto così efferato e aberrante, che ha spento un’altra vita, piegato nel dolore un’altra famiglia e tutta la comunità cittadina. Per questo sono sdegnato dalle parole di Donatello Alberti, il direttore della Croce Bianca dell’Emilia-Romagna, quando afferma che «comunque anche lei come andava conciata, ovvio che il ragazzo era geloso». Parole avvilenti, inaccettabili, prive di ogni rispetto nei confronti della donna, vittima dell’ennesimo femminicidio”.


“In molti me lo state chiedendo -aggiunge Donini -. Croce Bianca non ha alcun rapporto con il Servizio Sanitario dell’Emilia-Romagna. Ma ad avere proferito quel commento, sprezzante e privo di umanità, non è un’associazione, ma una persona. Un uomo che spero possa avere un sussulto di coscienza e dignità e chiedere scusa ad Alessandra, alla sua famiglia, alla nostra comunità cittadina”.


Ma Alberti, uno dei più accaniti sostenitori di Nicola Naomo Lodi fin dai tempi della campagna elettorale per le comunali, non è nuovo a questi atteggiamenti.


Nel 2020, commentando sulla pagina di Naomo in merito all’elettrificazione delle reti dei parchi o all’uso di manganelli contro gli spacciatori, diceva che “[…] l’intento dovrebbe essere quello di attirarli tutti dentro poi giù di manganello così gli passa la voglia di spacciare”.


Tempo addietro si era accanito contro il giornalista David Parenzo, scrivendogli su Twitter: “sei un bastardo, spero che la tua famiglia di ebrei schifosi sia rapita e uccisa da quei rom che difendi continuamente, vergognati, fai schifo sei la vergogna del popolo italiano”.

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