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Il virus entra alla Brt e Ferrara ha paura. Un corriere: «Non siamo untori»


FERRARA. Durante il lockdown sono stati la salvezza di molti consegnando pacchi, spesa e tutto quello che poteva servire. Da qualche giorno, da quando un focolaio di coronavirus è scoppiato in un magazzino di Bologna della Brt (la ex Bartolini), i corrieri sono diventati di colpo degli untori, a dimostrazione che il virus continua a fare paura. A Bologna i numeri continuano a crescere e fino a ieri i tamponi positivi oltre cento ma il numero è destinato ad aumentare perché ne sono stati fatti 328 e si aspettano i risultati. A quanto pare il virus non ha colpito solo nella sede di Brt in via Cerodolo: Simone Carpeggiani, coordinatore provinciale di SiCobas ha denunciato che «abbiamo avuto notizia di almeno sei nuovi infetti accertati in altri magazzini, cioè 2 in Pelletways a Calderara di Reno, 2 in Dhl e 2 in Tnt».



LA PAURA



Diffidenza, paura, bisogno di non rischiare. Fatto sta che da quando la notizia ha iniziato a circolare, i corrieri hanno trovato in molti casi un clima ostile passando in poche ore da volti amici a persone da evitare. Tra tutti lo sfogo di Manuele di Ferrara, che lavora per Brt nella zona di Argenta: «Vorrei rassicurare tutti gli argentani, che il vostro corriere Brt non è contagioso – dice con forza –. Il nuovo focolaio è alla filiale di Bologna, io come i miei colleghi veniamo da quella di Ferrara, dove siamo tutti sani. Lo Voglio precisare, perché in troppi stamattina (venerdì) mi avete trattato come un untore e guardato storto!».



Non tutti a dire il vero, «c’è anche chi mi ha chiesto come sto e questo mi ha fatto molto piacere ma altri hanno esordito con frasi tipo «stai lontano che voi Bartolini siete tutti infetti. Vorrei ricordare che se fossi infetto, non sarei al lavoro» .



«Non ci siamo mai fermati. Mentre il Paese era fermo noi abbiamo continuato a sostenere i cittadini consegnando i beni necessari». Quindi neanche ora «non possiamo avere stop e non solo per i mittenti, ma anche per i destinatari. Considerando che svolgiamo un servizio necessario stiamo cercando, di concerto con l’Ausl, di andare avanti perché abbiamo messo in campo tutte le azioni concordate per evitare questa evenienzia, ha detto all’Agi, Marco Zanazzi responsabile commerciale di Brt Corriere Espresso. Il gruppo ha rallentato le consegne della Bartolini, soprattutto nell’area del Bolognese, senza però fermarle. Anche il magazzino di zona Roveri, dove si è sviluppato il focolaio, è rimasto operativo. «Noi, d’accordo con la Ausl, abbiamo ridotto gli operatori all’interno del magazzino e abbiamo cambiato il processo operativo gestendo solamente le consegne sull’area di Bologna», Ferrara dunque resta “isolata” e i pacchi in arrivo e partenza vengono gestiti direttamente dalla filiale, senza avere contatti con Bologna. —



a.b.



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