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Imputazione coatta per i Pinguini Estensi

Pinguini Estensi

L’immagine di copertina del gruppo I Pinguini estensi


Dopo una riflessione di mesi il giudice per le indagini preliminari Carlo Negri ha sciolto la sua riserva sulla responsabilità penale in capo agli amministratori del gruppo Facebook “Pinguini Estensi” per le offese arrecate all’avvocato Fabio Anselmo, a Ilaria Cucchi e a sua madre, Rita Calore.


Il gruppo era stato creato nel novembre 2019 in reazione a quello delle Sardine, in vista delle imminenti elezioni regionali. A fondarlo era stato Sergio Tracchi, l’edicolante ferrarese amico e simpatizzante del vicesindaco Nicola ‘Naomo’ Lodi, che già amministrava la pagina “Ferrara Real Time”, anch’esso orbitante nella galassia di fede leghista.


Nonostante la pm Isabella Cavallari avesse chiesto per due volte l’archiviazione, secondo il gip gli elementi indizianti sono “idonei a poter sostenere l’accusa in giudizio per il reato di diffamazione pluriaggravata” nei confronti degli amministratori Traccchi, Paolo Pennini, Arianna Pocaterra, Paola Romani, Alberto Ferretti, Raffaella Breveglieri e dei moderatori Stefano Mezzetti e Stefano Giglioli.


Questo perché gli indagati, dopo aver appreso dell’avvenuta pubblicazione sulla bacheca del gruppo dei commenti diffamatori e offensivi, “non li hanno mai rimossi e non hanno realizzato alcun intervento emendativo degli stessi”. Non avevano neppure attivato una funzione di controllo preventivo, prevista dalla piattaforma Facebook, per evitare la condivisione di contenuti diffamatori.


La volontà di non escludere i post e i commenti “ridicolizzanti, offensivi, aggressivi e, a tratti, di autentico odio nei confronti di determinate persone” si evince dal “monitoraggio effettuato nei confronti di chi si opponeva a tali manifestazioni di violenza”.


È il caso di Valerio Aldighieri, rimosso dal gruppo perché non allineato, avendo segnalato a una dgli amministratori la presenza di commenti inappropriati.


Una volta scoppiato lo scandalo dopo l’inchiesta di Estense.com, inoltre, gli amministratori si sono adoperati per far sparire i messaggi, anche nelle conversazioni private, che avrebbero potuto comprometterli. In questo modo, secondo il giudice, hanno implicitamente riconosciuto sia la presenza di molteplici post diffamatori, sia che avevano omesso fino a quel momento di esercitare un controllo sui contenuti del gruppo


“Alla luce di ciò appare evidente la compartecipazione cosciente e volontaria degli amministratori e moderatori all’attività diffamatoria”, conclude il gip.


Il giudice ordina quindi l’imputazione coatta per Tracchi, Ferretti, Breveglieri, Mezzetti, Pocaterra, Romani, Pennini, Giglioli per diffamazione aggravata dal concorso e dal mezzo di diffusione.


Viene invece archiviata l’ipotesi di associazione a delinquere dal momento che i “fenomeni di degrado espressivo” non paiono essere stati il frutto di preordinazione o la concertazione di uno scopo specifico. Viene anche accolta la richiesta di archiviazione per Breveglieri e Romani in ordine all’istigazione a delinquere.

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