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Irpef, Ferrara è una provincia ‘povera’

Nella provincia di Ferrara il reddito medio complessivo dichiarato ai fini Irpef è pari a 19.680 euro. È più basso di quello medio regionale, che si attesa sui 23.680 euro, e anche di quello medio nazionale inferiore di circa 2100 euro rispetto a quello emiliano-romagnolo.


Lo si evince dal report regionale basato sui dati del Mef elaborati sulle dichiarazioni dei redditi 2021, relative all’anno d’imposta 2020.


Nel contesto regionale il territorio estense è il terzultimo in classifica, con Forlì-Cesena leggermente sotto (19.595 euro) e Rimini fanalino di coda (17.429 euro). “Da una analisi sul territorio emiliano-romagnolo riferita al reddito imponibile – recita il report regionale -, si evince che i livelli medi per contribuente più bassi si riscontrano nelle tre province romagnole e nella provincia di Ferrara, mentre le aree con i redditi più elevati sono quelle del bolognese e del parmense”.


Redditi irpef 2020 ferrara regione


In genera si nota come il reddito medio più alto segua la via Emilia e, in parte, il percorso del Po. Non è un caso che l’Alto Ferrarese – soprattutto il capoluogo – registri i valori medi nella fascia di quelli più elevati (tra 21.826 e 26.492 euro) e in linea con le altre province più ricche della regione, mentre l’area litoranea sia quella dove i valori medi sono nella fascia più bassa (tra 9.212 e 17.428). Lo stesso report regionale, basato sui dati elaborati dal Mef.


Redditi Irpef Emilia-Romagna


L’Emilia-Romagna è la terza fra le regioni italiane per reddito medio complessivo più elevato, dopo Lombardia (25.330 euro) e provincia autonoma di Bolzano (24.770 euro), mentre si confermano agli ultimi posti tutte le regioni meridionali e insulari. Fanalino di coda è la Calabria, con 15.630 euro circa in media di redditi dichiarati.


Rispetto al 2019, si evince dal report, il reddito medio dichiarato nel 2020 dai cittadini residenti in Emilia-Romagna è diminuito, passando da 23.950 a 23.680, un calo dell’1,1%. La stessa riduzione si registra sul territorio nazionale nel suo complesso.


Per quanto riguarda le principali tipologie di reddito dichiarato, nel 2020 in Emilia-Romagna, la maggior parte del reddito complessivo proviene dal lavoro dipendente (dichiarato dal 53,6% del totale di contribuenti con reddito complessivo) e dalle pensioni (30%), mentre solo il 3% dei contribuenti dichiara redditi da lavoro autonomo. Il reddito medio da lavoro dipendente è di pari a circa 22.300 euro, mentre quello da pensione a circa 19.560 euro. Tra le varie tipologie di reddito, il più elevato è il reddito da lavoro autonomo, pari in media a circa 57.600 euro, più del doppio rispetto a quello da lavoro dipendente.


Rispetto al 2019, nel 2020, il reddito dei lavoratori dipendenti in regione è passato da 22.660 a 22.300 euro (-1,6%), mentre quello dei lavoratori autonomi è calato del 9,1% (con una perdita in media di quasi 6 mila euro). Al contrario, il reddito medio dei pensionati è cresciuto del 2%. “Il calo contenuto del reddito dei lavoratori dipendenti – spiega il report – può essere spiegato con le importanti misure di sostegno al lavoro decretate dal Governo per arginare la crisi, quali l’estensione dell’istituto della cassa integrazione guadagni e il blocco dei licenziamenti”.


Nel 2020 quasi un contribuente emiliano-romagnolo su quattro (24,5%) ha dichiarato redditi complessivi inferiori ai 10 mila euro. Il 69,1% dei contribuenti ha dichiarato redditi tra i 10 mila e i 50 mila euro, mentre solo il 6,4% del totale ha dichiarato redditi superiori ai 50 mila euro. La classe di reddito più numerosa è stata quella “da 20.000 a 26.000”.


La crisi economica discesa dalla pandemia ha avuto un effetto rilevante anche dal lato delle diseguaglianze, che sono aumentate: “Rispetto al 2019, in Emilia-Romagna, nel 2020 la quota di contribuenti che rimane sotto ai 10 mila euro di reddito complessivo è cresciuta, sia in termini assoluti, con oltre 18 mila persone in più, che in termini di percentuale sul totale dei contribuenti, con un aumento di quasi un punto percentuale (passando dal 23,7% del 2019 al 24,5% del 2020) – spiega il report -. Un decremento consistente di contribuenti si osserva nelle classi di reddito comprese tra i 20 mila e i 50 mila euro (che perdono nel complesso quasi 35 mila contribuenti, il 2,4% in meno rispetto all’anno precedente)”.


 

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