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L'allarme della procura, "Costretti a bloccare servizi e processi per mancanza di personale"


FERRARA. Il lockdown Covid è finito da settimane, ma adesso inizia un altro lockdown, a Ferrara, giudiziario negli uffici ella procura: perché se è vero che i magistrati producono carte, chiudono inchieste e chiedono processi non c’è personale amministrativo per distribuire le carte, notificare gli atti, rispettare i termini dei processi, visto che – ad esempio – tutti quelli di luglio spediti in tribunale sono tornati indietro per difetto di notifca.





Per questo motivo dal 20 luglio fino al 20 gennaio 2021 diversi servizi degli uffici della procura, i processi al giudice di pace e i procedimenti per cui viene chiesta l’archiviazione verranno bloccati, gli orari degli uffici ridotti, quasi azzerati se non per appuntamenti su prenotazione e per urgenze.

Perché non vi sono addetti che possano garantire questi servizi, «per attività in grave sofferenza ed alcune sostanzialmente paralizzate», spiega sconsolato i procuratore capo Andrea Garau.

La fotografia di questa situazione arriva direttamente dal capo dell’ufficio che ha adottato il provvedimento di blocco e ha informato tutti i suoi superiori: dal procuratore generale Ignazio de Francisci al ministro Alfonso Bonafede, contattando anche il sottosegretario alla giustizia Vittorio Ferraresi, che pure aveva svolto un sopralluogo in procura e tribunale a Ferrara lo scorso, elogiando l’efficienza di procura e tribunale (per velocità processi e prescrizioni azzerate) garantendo attenzione ai problemi ferraresi.





Ma, dice desolato e desolante il procuratore Garau «nonostante il nostro grido d’allarme non ci ascolta nessuno».

Da qui l’Sos lanciato in una conferenza stampa «non ne faccio mai, ma vi era la necessità si spiegare i motivi del mio provvedimento soprattutto per l’utenza, i cittadini che dovranno sopportare i disagi conseguenti».

Garau parla di «disservizi che non riusciamo ad arginare» per una carenza di personale che si è amplificata in questo ultimo periodo». Ad oggi il personale della procura è carente al 26. 5%, su 28 addetti ne mancano 9: assistenti giudiziari, autisti, commessi, funzionari, cancellieri. Quattro sono andati in pensione nel 2019 e nel 2020 sono già andate o andranno in pensione altre due persone, «con una riduzione di quasi un terzo della forza lavoro amministrativa, nel giro di due anni, senza alcun apporto compensativo». Insomma, il personale non viene rimpiazzato. E allora, in procura, spiega lo stesso Garau sono già conclusi e definiti 1. 500 fascicoli che potrebbero essere notificati e inviati al tribunale, ma non c’è personale per farlo. Addirittura, aggiunge «in questo ultimo periodo ho dovuto fare altro rispetto il mio ruolo di procuratore, piuttosto che seguire i miei sostituti, fare indagini e coordinarle ho dovuto elemosinare personale dagli altri enti pubblici». In un caso, curioso, curiosissimo, Garau ha bussato la porta della Caritas, che ha inviato 5 ragazzi tra i 18 e i 20 ani, 4 ragazze e un ragazzo assistiti dalla Caritas, che hanno svolto il ruolo di addetti per la copia degli atti o di assistenza informatica: «Ce ne fossero, ci davano un mano, sono stati provvidenziali, una esperienza fantastica».





Prende atto di questa situazione anche il presidente Ordine Avvocati, Eugenio Gallerani, presente in conferenza stampa e solidarizzando con la decisione della procura e il grido d’allarme lanciato. Lo fa a nome della categoria più colpita – oltre gli utenti e i cittadini – da questo nuovo lockdown: «la situazione per noi legali non era agevole prima e durante il lockdown in cui si erano ulteriormente aggravati i problemi: tutte le varie disposizioni le avevano accettate consapevoli del problema. Ora che si sarebbe dovuti andare oltre l’emergenza invece l’ordinarietà si presenta ancora più peggiorative vista la chiusura di questi servizi: lo diciamo non come avvocati ma per dar voce ai cittadini che attendono e debbono avere una giustizia veloce e penso a tutti quelli che si sono rivolti ai giudici di pace o attendono la definizione di denunce per cui pende l’archiviazione».

Anche il presidente del tribunale Stefano Scati, interviene sulla decisione del procuratore Garau: «le premesse del provvedimento del procuratore sono emblematiche della situazione di grave disagio che vi è nell’ufficio della procura, dovute ad un provvedimento che è un grido di dolore per la sofferenza dovuta a carenza di personale. Disagi che si ripercuotono anche sulla fase del dibattimento perché a parte il blocco delle citazioni dei processi dei giudici di pace, già diversi problemi si sono verificati per le notifiche fuori termine dei processi di luglio: è ovvio che le carenze delle procura si ripercuotono sul tribunale a lungo termine, una situazione sulla quale occorre far fronte al più presto».



 


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