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L’inchiesta travolge Parisini: si è dimesso da Ferrara Fiere


FERRARA. «Per il senso del dovere e della responsabilità che ha sempre contraddistinto il mio operato, ho deciso di farmi da parte»: Filippo Parisini lascia l’incarico di presidente Ferrara Fiere, lo fa perchè coinvolto come uno dei principali indagati dell’inchiesta deflagrata nei giorni scorsi su appalti e appaltini che l’Ente Fiera ha gestito, sia nelle forniture interne sia nella ristrutturazione del dopo sisma dei padiglioni, con i lavori da 5 milioni di euro finanzati dalla Regione Emila Romana. Le sue dimissioni le ha presentate al cda e collegio sindacale dell’ente, ma soprattutto al direttore generale di BolognaFiere, Antonio Bruzzone (che ha metà della partecipazione di Ferrara Fiere) e al sindaco Alan Fabbri, poichè il Comune è proprietario dell’Ente.



«Ho preso questa scelta volontariamente – precisa Parisini –, a tutela della mia persona e nell’interesse dell’azienda che, dal 2014, so di aver guidato con passione, onestà e senza risparmiarmi, anche nei momenti più difficili e complicati». Ringrazia chi gli ha dato fiducia e si dice amareggiato. Ribadisce «la totale estraneità ai fatti contestati» e sottolinea che «allo stato sono il frutto di mere illazioni e accuse infondate e totalmente prive di riscontri». Accuse «lanciate da un soggetto ben noto alle cronache giudiziarie e la cui attendibilità e credibilità sono state già in passato ampiamente sconfessate e minate». «Allo stato» significa in realtà, che Parisini sa che chi lo accusa è Pietro Scavuzzo, ex fornitore di Ferrara Fiere con quale aveva un rapporto diretto e collaborativo fino a che Scavuzzo non fu estromesso. Ma soprattutto significa che non è a conoscenza, vale lo stesso per indagati e legali coinvolti, delle reali carte d’accusa che procura, carabinieri e finanza hanno raccolto, per arrivare a contestare una serie di reati che abbiamo definito da capogiro: corruzione (anche se nessuno ha svelato ancora di che tipo di tangenti o utilità si tratti), concussione, peculato, abuso d’ufficio, truffa, falsi, turbativa d’asta. Reati che Parisini condivide, in parte, e a vario titolo, con altri 13 indagati: ma solo 10 sono i nomi conosciuti, visto che ancora vi sono aspetti e atti non ancora pubblici in merito all’inchiesta della procura.



Inchiesta che Parisini, per finire con la sua nota, accetta nel suo ruolo: «ritengo comunque opportuno che gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria facciano il loro corso». Accertamenti che da ex presidente Ferrara Fiere potrà affrontare in modo più sereno. —



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