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La Delizia estense di Belfiore, riportata alla luce da studenti e cittadini

È domani, venerdì 17 giugno, il giorno della presentazione ufficiale del progetto di archeologia pubblica e partecipata per riportare alla luce i resti della delizia estense (scomparsa) di Belfiore (XV secolo), che – nella porzione di terreno di circa un ettaro e mezzo, a nord ovest dell’ultimo tratto di corso Ercole I d’Este – sarà scavata e scoperta per la prima volta da studenti e cittadini. L’appuntamento di domani è alle 17,30 al museo Archeologico (via XX Settembre 122).

“Che Delizia Belfiore!”, è il titolo del progetto al centro dell’incontro, presentato in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia 2022. A introdurre i lavori sarà Tiziano Trocchi, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara. Seguiranno gli interventi di Chiara Guarnieri, funzionario della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio (“Che Delizia Belfiore! Le ragioni di un progetto”), Letizia Bassi (presidente del Gruppo Archeologico di Ferrara), Flavia Amato e Maurizio Molinari, archeologi liberi professionisti (che parleranno, rispettivamente, de ‘Le indagini archeologiche’ e ‘Le scuole e l’impegno archeologico’). Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri terrà l’intervento di chiusura. Sono previsti anche i saluti degli enti e delle scuole coinvolte.

“Che Delizia Belfiore! è un progetto triennale ideato e diretto dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, realizzato a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese, con l’apporto del licei ferraresi Roiti e Ariosto. Il Comune di Ferrara patrocina e ha già deliberato un contributo di 37.500 euro. La Provincia di Ferrara garantisce le autorizzazioni agli scavi su suolo di proprietà e il proprio patrocinio. Le recinzioni dell’area saranno a cura del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara.



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