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Lavoro, Ucraina e questione ambientale per il Primo Maggio della Cgil-Fiom

di Francesco Casari


Una giornata di convivialità e approfondimento quella del Primo Maggio per la Fiom-Cgil di Ferrara, protagonista con un incontro presso il centro sociale Il Quadrifoglio di Pontelagoscuro, in cui si è parlato dell’attuale condizione del mondo del lavoro, anche in relazione alla questione ambientale e al conflitto in corso in Ucraina.


Tre temi profondamente legati tra loro che, come ha evidenziato la discussione, non possono

essere separati.


A moderare il dialogo è stato Giovanni Verla, segretario generale di Fiom Ferrara, insieme ai rappresentanti del sindacato Samuele Lodi, segretario generale di Fiom Emilia-Romagna, e Fabrizio Tassinati, in rappresentanza della segreteria generale provinciale.


A loro si sono uniti anche due studenti, Letizia e Matteo, in rappresentanza di Fridays For Future Ferrara, e Alessandro Somma, professore di Diritto Comparato all’Università Sapienza.


Proprio quest’ultimo ha sostenuto la necessità da parte dell’Italia di sfilarsi dall’escalation bellica e dalla corsa agli armamenti, rafforzando gli sforzi per il perseguimento della pace attraverso una soluzione diplomatica, mentre Verla ha sottolineato come la guerra imponga una riflessione per quanto riguarda la dipendenza energetica. La soluzione – spiega – non risiede nel rivolgersi ad un altro stato autocratico, bensì nel moltiplicare gli sforzi per la transizione energetica, tant’è che “la questione è garantire il futuro del pianeta e il lavoro contemporaneamente”.


Letizia, rappresentante dei giovani attivisti, ha quindi preso parola: “Abbiamo visto in successione pandemia e guerra, ma è in agguato la catastrofe più grande, il climate change. È una crisi enorme quella che incombe, ma abbiamo gli strumenti per affrontarla”. Individua la chiave per tutelare allo stesso tempo il tessuto economico-sociale e l’ecosistema nell’innovazione tecnologia, ma ammonisce: “Servono investimenti nella formazione e nella ricerca. Non può essere trascinato avanti un modello vecchio, rattoppandolo. Occorre che Stato e aziende investano nella riconversione. Queste spese oggi possono sembrare ingenti, ma non sono comparabili a quelle necessarie un domani per arginare la catastrofe climatica“.


All’intervento della studentessa segue quello di Tassinati, che ricorda il Patto per il Lavoro per Ferrara all’interno del quale Fiom e Cgil hanno elaborato “un piano concreto per uno sviluppo del territorio che tiene insieme salute, lavoro e ambiente. La transizione ecologica è da pianificare e mettere in pratica. I lavoratori e i sindacati sono all’avanguardia anche per quanto riguarda la questione ambientale, quelle che non si sono aggiornate sono le imprese”.


Per ultimo interviene il segretario generale dell’Emilia Romagna. “La questione della tenuta sociale della conversione ecologica – commenta Lodi – è legata all’immobilismo dei governi; è necessario per la fase di transizione l’intervento dello Stato in tutela dei lavoratori. La Fiom crede

fortemente nella conversione industriale, ma il governo deve fare la sua parte. Le risorse stanziate devono essere rivolte alle lavoratrici e ai lavoratori“.


Per far fronte a queste questioni, a cui si aggiunge il ritorno dell’inflazione, Cgil e Fiom stanno faticosamente lavorando alla formazione di un fronte sindacale unitario con Cisl e Uil. “Se non ci saranno le condizioni di un’azione unitaria – assicura – la nostra azione non verrà meno”.

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