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Lidi di Comacchio, l’appello dei balneari per un’estate più sicura: «Vaccinate i bagnini in vista della stagione»


LIDI. «Vaccinate i bagnini perché rischiamo di non avere il servizio di salvataggio in spiaggia». I rappresentanti dei balneari dell’Emilia Romagna, tra cui naturalmente anche quelli dei Lidi di Comacchio, chiedono che i bagnini, quali responsabili anche del soccorso in mare di persone in difficoltà, siano inseriti tra le categorie prioritarie a cui somministrare dosi di vaccino. «Per molti versi sono considerati al pari degli operatori sociosanitari – spiega Luca Callegarini, Confesercenti –, eppure non sono stati minimamente presi in considerazione. Il rischio è che i sindacati si mettano di traverso, e giustamente, sulle manovre salvavita che richiedono un contatto diretto con i bagnanti in difficoltà».



IL PUNTO



La questione è affrontata a livello nazionale. «Stiamo sollecitando il commissario straordinario per l’emergenza del Covid-19, il generale Francesco Paolo Figliuolo, per l’inserimento del personale addetto al servizio di salvamento fra le priorità della campagna vaccinale in corso», ha detto Antonio Capacchione, presidente del sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio rispondendo a Mondobalneare. È bene precisare che la richiesta è finalizzata a chiarire l’esatta individuazione del “personale socio-sanitario” e degli addetti al “soccorso pubblico” menzionato quale prioritario.



«I cosiddetti bagnini di salvataggio sono infatti dei soccorritori professionali con la veste giuridica di “incaricati di pubblico servizio” e, pertanto, sono del tutto assimilabili ad altri operatori professionali del soccorso», spiega il presidente del Sib. «Com’è noto, tale personale è particolarmente esposto al possibile contagio da Covid-19 proprio per le occasioni di contatto con la popolazione e le elevate probabilità di dover salvare e soccorrere una vittima. È altresì noto che l’assenza di addetti al servizio di salvamento comporta, per specifica disposizione delle ordinanze balneari e di sicurezza, la sospensione dell’attività di balneazione e di conseguenza di quella aziendale».



IL RISCHIO



Niente vaccini, niente servizio in spiaggia: nessuno vuole correre il rischio considerata la situazione. Conclude Capacchione: «Per le imprese balneari assume pertanto assoluta rilevanza la vaccinazione di questo specifico personale che, essendo perlopiù costituito da giovani, rischia di non essere sottoposto in tempi brevi alla vaccinazione anti-Covid».



Intanto si è mossa anche la Società nazionale di salvamento che ha chiesto ufficialmente al ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità di considerare prioritaria la necessità di vaccinazione profilattica anti Covid-19 “per tutti i bagnini di salvataggio che prestano servizio nelle piscine e che presteranno servizio nelle aree marine e lacustri nella prossima stagione balneare estiva”, come si legge nella nota firmata da Giuseppe Marino e Alfredo Rossi, rispettivamente presidente e direttore sanitario della Società nazionale di salvamento.



«Si tratta di una necessità - conclude Callegarini -. E i numeri non sono poi così alti. Sul nostro litorale si parla di un centinaio di persone che si troveranno comunque in prima linea per salvare vite umane e per cui proteggersi (e proteggere) è necessità». —



Annarita Bova



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