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Movida piazza Verdi, Comune e studenti: stop alle due di notte


FERRARA. Gli studenti hanno «diritto di divertirsi e viviere la città anche fino a tarda ora, ma devono farlo nel rispetto degli altri». Per cui, è la decisione comune alla quale sono arrivati l’assessore Alberto Balboni e le principali associazioni universitarie, è giusto appoggiare «l’idea d’invitare i frequentatori di piazza Verdi ad interrompere la movida più rumorosa dopo un certo orario». E questo orario, è il riassunto dello stesso Balboni, coincide con «le due di notte: è parso a tutti come un buon compromesso fra la voglia di divertirsi e la necessità di chi abita in quella zona di dormire».



L’incontro. L’incontro tra l’assessore e le associazioni studentesche Link, Aszione universitaria, Rua-Udu e Student office, è avvenuto l’indomani del primo “repulisti” della piazza da parte dei mezzi meccanizzati di Hera, alle 2 della notte di mercoledì, nel pieno della nuova movida giovanile che, concentrandosi in piazza Verdi con musica, giochi e bevute, ha suscitato la reazione un gruppo di residenti.

Le 2 diventa appunto l’orario di riferimento, «chi vuole rimanere più a lungo in piazza Verdi - è il parere dell’assessore - può farlo a patto che rispetti il riposo dei residenti e allo stesso modo è necessario che gli avventori della piazza, che siano studenti o meno, utilizzino gli spazi pubblici senza sporcare o usare le vie vicine come bagni pubblici». Balboni tra l’altro tiene a scagionare gli universitari, «troppo spesso si parla genericamente di studenti quando, invece, per il rumore e il mancato rispetto degli spazi comuni sono da imputare altri gruppetti di adulti». Viene poi ribadita la volontà di affrontare «in senso ampio la questione studentesca, anche in vista dell’aumento dei posto di Medicina».



Applicazione. Bisogna vedere se gli auspici di Balboni si tradurranno “sul campo”. Le associazioni studentesche si sono impegnate a punto una linea comune, «bisogna anzitutto chiedere ai ragazzi cosa ne pensano di spazi alternativi» spiega Francesco Ganzaroli (Link). Sempre che nel frattempo qualche “spazzolata” o innaffiata non inneschi reazioni. —



S.C.



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