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Omaggio a Mussolini. Coro di richieste di dimissioni per Mosso

“Per le istituzioni della città di Ferrara é un’altra giornata nera, in tutti i sensi”. L’ennesimo indizio di deriva fascista a Ferrara non è passato inosservato. La sfilata in mezzo agli Arditi del consigliere della Lega Alcide Mosso ha sollevato un coro di indignazione a livello nazionale.


A livello locale è il segretario provinciale del Partito Democratico, Nicola Minarelli, a far notare che “questi personaggi in realtà fanno tutto alla luce del sole perché non se ne vergognano neanche un po’, anzi hanno bisogno di mettere la testa fuori. È venuto anche il momento di dire che non si tratta di personaggi ma di rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni democratiche”.


E, facendo un paragone con le ultime dichiarazioni del presidente del Senato che afferma che non sfilerà a cortei del 25 Aprile, Minarelli immagina che “ora probabilmente il consigliere si sente forte grazie anche a gesti e messaggi come quello lanciato ieri da La Russa, e a cui probabilmente ne seguiranno tanti altri nei prossimi giorni”.


“Ma vorrei ricordare che di forte, nella rievocazione della marcia su Roma non c’è proprio nulla – fa presente il dem -, se non i nostri stomaci abituati da anni a provocazioni e insulti di folkloristici personaggi da operetta. E tuttavia bisogna però fare attenzione, poiché il folklore necessità di pochissimo per tradursi in un vero e proprio modello di governo della cosa pubblica”.


Minarelli ricorda che “Ferrara ha pagato un prezzo di sangue enorme alla nascita del fascismo. 100 anni fa quelli che celebra Mosso hanno usato questa provincia come un laboratorio della mattanza di contadini, operai e sindacalisti. Ricordarlo dovrebbe essere un dovere prima di tutto per chi anche oggi governa la città. Noi lo ricordiamo e continueremo a farlo”.


Secondo il segretario Pd Mosso “deve dimettersi immediatamente e vergognarsi” e prova a scuotere Alan Fabbri: “il sindaco della città medaglia d’argento alla Resistenza dovrebbe chiederlo a gran voce, magari per macroscopiche incompatibilità politiche ed istituzionali. Chi tace acconsente, chi tace condivide”.


La notizia della partecipazione a Predappio di Mosso, “un consigliere, le cui boutade sugli scranni del consiglio, strizzano l’occhio, da sempre, all’autoritarismo e alla limitazione della libertà individuale, non è certo una novità” per Italia Viva.


I renziani, per bocca di Vittoria Benetti, responsabile Cantiere Istruzione ed Educazione, fanno presente però che “la questione va oltre l’inopportunità che, un consigliere della nostra amministrazione comunale partecipi a simil carnevalata. Che si sfili ancora in camicia nera e che si inneggi a Mussolini e che nessuno della destra che oggi governa l’Italia, deplori questa manifestazione, questo si, è il problema”.


Lo stesso vale per la giunta ferrarese, “se non biasima la presenza di uno dei suoi consiglieri in quelle fila. Italia viva Ferrara, invita tutti, cittadini ferraresi e italiani a riflettere su chi hanno mandato ad amministrare questa città e l’Italia tutta”.


E mentre la consigliera del gruppo misto Anna Ferraresi si augura che “al posto dell’Inno di Mameli, in Consiglio Comunale, non venga messa un giorno, il canto degli arditi”, anche Ferrara Possibile si aspetta “una condanna da parte del sindaco che, pur essendo a capo di una giunta di centrodestra, non ha mai fatto mancare la sua condanna e il suo rigetto senza se e senza ma del fascismo. L’Italia è una Repubblica antifascista. La nostra Costituzione nasce dalla Resistenza. Nessuno deve dimenticarlo, mai”.


Azione, con Danny Farinelli, responsabile comunale della comunicazione, sostiene che “un personaggio politico, che si faccia trovare a Predappio durante il corteo in commemorazione di questo nefasto evento non può accampare scuse: sarebbe stato più rispettoso dei suoi elettori ammettere simpatie, o anche solo curiosità, magari nostalgia. Essere lì ‘a sua insaputa’ equivale a prendere in giro le persone che rappresenta in Consiglio Comunale”.


Anche il partito di Calenda si aspetta che “l’Amministrazione Comunale faccia, a questo punto, un’opera di correttezza politica ed istituzionale, prendendo le distanze dal suo Consigliere di maggioranza”.


Una “presa di posizione” la chiede anche Alessandro Talmelli, segretario comunale Pd, “perché speravo arrivasse una smentita da parte dell’interessato o quanto meno delle scuse. E invece nulla. Per giunta non ho ancora trovato dichiarazioni di condanna da parte del segretario provinciale della Lega rispetto alla partecipazione alla manifestazione neo-fascista di Predappio di un suo consigliere comunale di Ferrara”.


Facendo riferimenti a eventi vicini nel tempo, Talmelli aggiunge che “sarebbe il caso che prima di inaugurare i monumenti ai caduti della Prima e Seconda Guerra Mondiale i dirigenti della Lega trovino il tempo per condannare un comportamento che va a gettare cattiva luce sulla nostra città infangando chi è morto per la Repubblica Italiana combattendo l’unica dittatura che ha colpito il nostro Paese e che ha scritto le pagine più buie della nostra storia”.


Oltre alla condanna, il dem chiede “un’azione concreta come l’espulsione dal partito e le dimissioni dalla carica di consigliere comunale: lo devono a tutta la città proprio per il ruolo istituzionale che ricoprono”.

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