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Palestre. Rischio esclusione sport non olimpici: “Stravolto percorso di inclusione e socialità”

Palestre sì, ma non per tutti. È quanto succederà nei prossimi mesi a Ferrara e provincia, secondo la delibera di giunta approvata lo scorso 28 giugno, con cui sono stati introdotti nuovi criteri di priorità per procedere all’assegnazione in uso temporaneo delle strutture sportive comunali.


Tra questi, quello che sta facendo più discutere, è relativo alla necessità, da parte delle associazioni sportive richiedenti di “praticare una disciplina olimpica o paralimpica“, vale a dire discipline che si presenteranno “come sport ufficiale alle prossime olimpiadi“.


La denuncia arriva da Pd, Azione Civica, Gente A Modo, Movimento Cinque Stelle e Gruppo Misto, preoccupati per il futuro di sport come il tchoukball, lo yoga o la semplice ginnastica per gli anziani – per citarne alcuni – che, non andando a Parigi 2024, secondo quanto deciso dall’amministrazione comunale, rischiano di non avere uno spazio dove svolgere la propria attività.


“È un qualcosa di gravissimo – attacca Simone Merli, ex assessore allo Sport nel Tagliani bis – che finisce per stravolgere il percorso di inclusione e di socialità, ma anche di integrazione, che è stato costruito negli ultimi anni. In campagna elettorale, il sindaco Fabbri aveva detto di voler dare più attenzione allo sport e alle associazioni sportive legate al volontariato, trasformando Ferrara in una città dello sport. Ma non mi sembra che qui si vada in questa direzione”.


Il fatto che le nuove disposizioni siano state approvate con delibera di giunta, per il consigliere Pd, non è una casualità, dal momento che “se fosse passata per il Consiglio Comunale, qualche problema ci sarebbe stato” aggiunge, prima di formulare un ultimatum all’amministrazione, chiedendo di “trovare il tempo per ritrovarsi ed emendare la delibera, in modo tale da consentire anche alle discipline non olimpiche o paralimpiche, di poter fare richiesta di spazi comunali, di cui da sempre hanno potuto usufruire”.


“Il mondo dello sport sta vivendo un periodo di sofferenza a Ferrara, e non solo per la pandemia. Ma anche per la cattiva gestione e la scarsa attenzione della giunta comunale” prosegue Francesco Colaiacovo, capogruppo del Pd, ampliando la discussione e soffermandosi su quelli che sono gli “evidenti e principali” problemi della città.


A partire dalla Cittadella dello Sport tra via Gustavo Bianchi e via Porta Catena, dove c’è un “cantiere che resta ancora fermo e le società sportive che dentro svolgono attività senza avere i servizi, senza contare il rischio di perdere 750mila euro sul totale di un milione e mezzo a disposizione, se i lavori non partiranno entro il 31 dicembre“, esempio – per Colaiacovo – di come “questa amministrazione non sappia fare a gestire la nuova progettazione e nemmeno quella che già era stata fatta prima del loro insediamento”.


Tra i problemi su cui si è soffermato il capogruppo dem anche il progetto delle Corti di Angelica in via Beethoven, che sarebbero dovute essere speculari alle Corti di Medoro, se non fosse che “tutto è bloccato per l’incapacità degli amministratori di saper gestire e governare le operazioni complesse di coordinamento tra pubblico e privato, nonostante gli annunci in pompa magna di un intervento che prevede anche la costruzione di una parte sportiva” dove sorgeva l’ex Palaspecchi.


A destare preoccupazione in Colaiacovo è anche l’ormai noto tema delle concessioni di quattro importanti palestre cittadine a storiche società del territorio (il riferimento è a”Pala Boschetto”, “Pala Barco “e alle palestre “T.Bonati” e “G.Matteotti”, di cui avevamo scritto qui) al punto tale da definirla una “situazione grave” pari alla decisione in tempo di ripartenza post-Covid 19 di “ripartire tra le società il budget che la Regione Emilia-Romagna aveva assegnato tramite voucher al Comune di Ferrara per favorire lo sport, infischiandosene della richiesta delle società, che avrebbero preferito che i buoni fossero passati per mano dei fruitori, con un ritorno sia per la società stessa che per l’attività fisica”.


Interrogativi vengono posti anche sulla Casa dello Sport di via Bologna, la nuova sede dell’assessorato allo Sport, dopo il trasloco dal centro sportivo Spal di via Copparo: “È stata presentata in pompa magna – sottolinea Merli – ma se andiamo a vedere, oggi ci sono pochi dipendenti che non riescono a fare il loro lavoro, perché appunto sono pochi e non sono messi nelle condizioni di poterlo farle. Sono abbandonati. Così come – aggiunge – dopo le dimissioni del consigliere leghista Minichiello, che ha lasciato per divergenze con la Lega sullo sport, non abbiamo ancora eletto un nuovo presidente della Commissione Sport. Dicono sarà votato il 25 luglio a maggioranza, perchè anche qui non siamo in grado di trovare una condivisione”.


Una questione, l’ultima, su cui si è soffermata anche Roberta Fusari, capogruppo di Azione Civica: “È davvero molto grave che il presidente della Commissione Sport si sia dimesso e la maggioranza in Consiglio non riesce a eleggere un nuovo presidente perché nemmeno la Lega riesce a convincere se stessa sulle cose che non riesce a fare. Così come a livello urbanistico. Ci sono cantieri di lavori pubblici in corso e operazioni che sono ferme o bloccate per incapacità di ascolto verso chi quelle cose le ha fatte prima del loro arrivo”.


Basterebbe confrontarsi – consiglia Fusari – ma ancora una volta, invece che raccontare come stanno realmente le cose sugli atti, si preferisce farlo tramite pagine social, racconti o video emozionali. Denunciare questa situazione è il minimo. Le incertezze, le difficoltà, le complessità di chi lavora nel mondo sportivo sono evidenti grida di allarme a cui è necessario dare al più presto una risposta concreta“.

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