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Po di Volano, allarme inquinamento nelle acque. Ma Hera smentisce e rassicura

di Lucia Bianchini


È un allarme quello che lanciano Tommaso Mantovani (M5S) e Marco Falciano di Rete giustizia climatica in merito all’inquinamento nelle acque del Po di Volano, mostrando le analisi delle acque campionate il febbraio scorso presso lo scarico del depuratore Hera in via Caldirolo, in base alle quali intendono presentare un esposto a procura e Carabinieri forestali.


In questo luogo infatti, come ha ribadito Falciano, vi erano già state segnalazioni da parte dei cittadini: “A fronte di più di 15 segnalazioni sullo scarico di via Caldirolo, per noi irregolare perché non correttamente depurato, con scarichi di colorazioni strane, dal nero al rosso, e che scarica in acque superficiali dei conglomerati, che sono fanghi derivati da depurazione non corretta, oltre a puzze e miasmi percepibili dal ponte, sono state avvertite le autorità competenti ed abbiamo fatto i nostri campionamenti, cosa che nessuna delle autorità competenti ha fatto”. Le interrogazioni poste al riguardo da Mantovani in consiglio comunale a febbraio scorso, inoltre, non sono state accolte.


Le analisi di cui si è discusso, eseguite da un laboratorio privato che collabora con l’Università di Ferrara e finanziate per un totale di 590 euro dal Movimento 5 stelle e dall’Unione pescatori estensi, hanno rilevato che il dato dell’azoto ammoniacale nelle acque è superiore a quello stabilito dalla legge, 15,4 mg/l quando il massimo consentito è di 15 mg/l: “Non è allarmante – spiega Falciano-, ma valutiamo il dato nelle acque, quindi ‘diluito’, non direttamente nello scarico come prevederebbe il testo unico ambientale, vista la difficoltà del prelevamento del materiale. Lo scarico ha presumibilmente valori più alti, quando rivedremo il fenomeno faremo campionamenti diversi. Si evince poi la presenza di chiazze oleose nelle acque, che indicano che l’impianto non funziona bene, oltre alla presenza di questi fanghi, residui delle vasche che sono utilizzate oltre il limite, quindi i fanghi si staccano e scaricano direttamente nel Po di Volano”.


I campioni realizzati sono stati tre, e dopo lo scarico il valore è di circa 4 volte superiore a quello stabilito per legge, mentre a monte e nei pressi dello scarico si registra una presenza notevolmente inferiore di azoto ammoniacale, rispettivamente di 4 mg/l e 6 mg/l.


Come è stato dettagliatamente spiegato, ed è possibile vedere da un filmato pubblicato anche su Youtube, l’associazione Deltasub, aderente alla Rete giustizia climatica, ha documentato la completa marcescenza del fondale del Po di Volano.


Questo, come ha illustrato Falciano, “significa che per anni questo scarico ha versato ingenti quantità di reflui inquinanti, le cui parti più pesanti sono andate sul fondo e lì hanno iniziato a marcire in completa anossia (assenza di ossigeno ndr), dal video si vedono bolle di metano anossico che dal fondale risalgono in superficie, liberando i fanghi. Il trattamento dei reflui non avveniva quindi nel filtro, ma sul fondo, in sfregio completo agli obiettivi di qualità delle acque che l’Europa ci impone”.


“È una situazione preoccupante, il giallo dell’estate – rincara la dose Mantovani-, chi è il colpevole? Arpae, le cui centraline non sappiamo se siano funzionanti? Hera che gestisce il depuratore? Oppure è colpa degli allacciamenti abusivi, che negli anni Novanta erano circa 9mila, nel 2012- 2013 ancora 5mila. I temi dell’interrogazione che abbiamo presentato a febbraio erano questi, oltre a chiedere come mai Arpae non abbia effettuato i campionamenti più volte chiesti. Ribadiamo una visione e una cura dell’ambiente completa, non basta piantare due alberelli per accontentare la vista. Attendiamo risposte dall’assessore all’ambiente”.


A stretto giro arrivano le precisazioni di Hera che declina ogni responsabilità in merito alla presenza di percentuali elevate di NH4 nelle acque del Po di Volano, e afferma che, “come confermato dai campionamenti regolarmente eseguiti allo scarico di via Gramicia sia da Hera che dall’ente di controllo Arpae, il depuratore delle acque reflue di Ferrara rispetta pienamente i limiti di legge di emissione e che quindi non  è stata rilevata nessuna anomalia nelle sostanze di scarico dell’ultimo periodo”. “Per quanto di competenza – aggiunge l’azienda – Hera si impegna al massimo per garantire il rispetto dei limiti normativi allo scarico e a prevenire eventuali fenomeni di inquinamento in arrivo al depuratore: al riguardo è in fase di progettazione un sistema di monitoraggio avanzato delle acque reflue provenienti dalla zona più industrializzata della città, proprio per favorire l’individuazione preventiva di eventuali scarichi non autorizzati”.


Hera precisa inoltre che, a valle del punto di campionamento, le acque depurate raggiungono il Volano attraverso un collettore di circa 3 km di lunghezza e oltre 2 metri di larghezza: “Un vero e proprio canale sotterraneo, nel quale confluiscono, durante gli eventi meteorici, anche le acque delle fogne cittadine, garantendo così la sicurezza idraulica del centro storico. Questa dorsale convoglia le acque presso un impianto di pompaggio che scarica nel Po di Volano tramite tre punti di immissione. Inoltre i punti di scarico del corso d’acqua nei pressi del ponte Caldirolo rappresentano solo una parte di quelli presenti nel tratto cittadino del canale, dove sono presenti altri scarichi che non fanno parte del servizio idrico integrato gestito dall’azienda. E’ questa molteplicità di immissioni nel Volano a poter determinare temporanee variazioni nelle sue acque, come avviene per ogni fiume o canale che attraversi un importante centro abitato”. Hera infine puntualizza che “la filiera di trattamento delle acque reflue del capoluogo è completa, monitorata con le più moderne tecnologie e gestita in modo industriale sotto tutti i punti di vista, dal monitoraggio degli ingressi al controllo dei singoli processi chimici, fisici e biologici in esso presenti”.

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