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Progetto Fe.Ris, i tre consiglieri dissidenti della Lega: “Operazione abnorme e sproporzionata”

(foto Giori)


Coerenza. Torna più e più volte questa parole nel discorso con cui la consigliera leghista Francesca Savini, insieme ai colleghi dissidenti Catia Pignatti e Luca Caprini, ha espresso la propria volontà di votare contro il progetto Fe.Ris.


Una decisione presa dopo aver ascoltato i “tanti cittadini che si sono rivolti a noi, preoccupati per le conseguenze che impatteranno in maniera decisiva nel nostro territorio, e ci chiedono come mai, dopo aver in così tante occasioni affermato che noi, con la nuova amministrazione, avremmo sempre avuto a cuore il rispetto per l’ambiente, disincentivando il più possibile l’insorgere di nuovi ipermercati”.


Ma “oggi siamo proprio noi a proporre l’operazione che procede in direzione opposta” attacca Savini. “Assieme ai colleghi Pignatti e Caprini – va avanti la consigliera – abbiamo sempre cercato di affrontare le tematiche che impattano sul nostro territorio in maniera analitica, contrastando senza esitazione tutte le operazioni che risultassero non rispettose dell’utilizzo degli spazi o del patrimonio artistico della nostra città, come la grande battaglia per eliminare l’enorme parcheggio all’ex Mof, per salvaguardare l’area Silla, o per frenare la costruzione di un parcheggio in un’area verde di via Copparo”.


La delibera in esame “ci viene proposta come una unica grande operazione e non fa eccezione” aggiunge Savini, che poi spiega: “Se da una parte ciascuno di noi sarebbe ben felice di poter comunicare ai cittadini di aver trovato il modo per recuperare la zona della Caserma di Cisterna del Follo, dopo decenni di abbandono e trascuratezza, dall’altra non possiamo non considerare che l’enorme supermercato rappresenti il prezzo da pagare al privato per il suo intervento”. 


L’operazione nel suo complesso – non usa mezzi termini – ci sembra abnorme, sproporzionata e il benessere collettivo ridotto al minimo davanti ad una mastodontica operazione che regala al privato un vasta e preziosissima area del centro storico e un meraviglioso spazio libero fronte mura in via Caldirolo. Siamo inoltre convinti che la nostra coerenza sia data dal fatto che la nostra posizione rispetto alla delibera sia conforme a quanto previsto dalle linee di mandato del nostro sindaco”.


I tre dissidenti avevano già rilanciato una loro proposta, quella – sottolinea la consigliera della Lega – di “utilizzare i fondi Pnrr per il recupero della Caserma: è una straordinaria opportunità che ci sì presenta e la politica ha il dovere di impegnarsi per saperla accogliere, proprio per dare realizzazione agli obiettivi indicati nel programma elettorale del sindaco, come le abitazioni da destinare alle famiglie svantaggiate che da troppi anni risultano nelle liste d’attesa dell’edilizia residenziale pubblica, la creazione di alloggi per lo studentato con particolari convenzioni, la costituzione di startup innovative, poi la realizzazione di aree verdi alberate, la localizzazione di servizi pubblici e privati di interesse cittadino e così via. Lo Stato ci mette a disposizione l’immobile e i fondi per restaurarlo“.


Nonostante ciò, nei giorni scorsi, Fabbri aveva definito la propostafuorviante in quanto nessuna delle aree interessante è pubblica, ma noi gli rispondiamo che così come si fanno accordi di compravendita con i privati, allo stesso modo una amministrazione lungimirante può ben pensare di rilevare aree su cui andare a destinare un bando per la richiesta di fondi Pnrr. Se Cdp è pronta a vendere ad un privato, non crediamo si sarebbe sottratta alla cessione al Comune, anzi forse si potrebbe anche condurre una operazione interessante dal punto di vista del vantaggio fiscale”.


Critiche arrivano anche per il parcheggio di viale Volano: “Riteniamo che quella sia un’area di rispetto delle mura e in quanto tale non debba trasformarsi in un parcheggio. L’attività della Edilizia Estense non è storicamente nata lì, ma si è insediata un pochino alla volta, allargandosi sempre di più, ci risulta che in passato più volte il Comune abbia tentato di rimuoverla, ritenendola incompatibile proprio per la localizzazione. Ora riteniamo che vada rimossa la cementificazione e restituita alla sua funzione di area verde a protezione delle mura: di questo deve occuparsi una amministrazione attenta al patrimonio storico e ambientale, eventualmente anche utilizzando lo strumento dell’esproprio. Abbiamo sentito parlare di parcheggio scambiatore: ebbene in tutte le città del mondo i parcheggi scambiatori sono posti fuori dalle città e non a ridosso del centro storico, proprio per far defluire il traffico lontano dalle zone residenziali, pertanto riteniamo non corretta questa definizione”.


Ma forse, di tutta l’operazione, la maggiore criticità si riscontra nella realizzazione e localizzazione del nuovo ipermercato: “Un’operazione – viene definita da Savini – tutta vecchio stile, quella che vuole sacrificare suolo libero, in una delicatissima area, per destinarla alla grande distribuzione. Non si può e non sì deve dare continuità alla vecchia politica che ci ha consegnato una città strapiena, satura di centri commerciali, non sì deve continuare con la vecchia logica che ha impoverito il nostro territorio dal punto di vista ambientale e anche economico. È uno scempio creare città virtuali che snaturano i centri urbani”.


“Dati alla mano, abbiamo ereditato – prosegue – una città che in regione vanta il primato per superfici di vendita degli ipermercati: una condizione tristissima per Ferrara che ha comportato una rapida e diffusa desertificazione del centro storico, ma non solo. Anche le piccole attività di commercio di vicinato dei singoli quartieri sono state sacrificate dalla realizzazione di ipermercati e discount ovunque.  Nessun riguardo per i piccoli commercianti in operazioni come queste. Noi siamo, invece, convinti che proprio questa sia la categoria da tutelare, da preservare, perchè rappresenta l’anima non solo del commercio, ma anche della città. Anima e vita o, meglio, sopravvivenza per la città stessa“.


“Ci vogliamo rendere conto della quantità di ricchezza che ogni giorno viene drenata da Ferrara, grazie agli acquisti che i cittadini fanno negli ipermercati?” domanda Savini, guardando l’aula consiliare. “Flussi di denaro che vengono dirottati per lo più fuori Regione, quando non anche all’estero. Ricchezza persa.  Soldi che non vengono reinvestiti sul territorio, un impoverimento del tessuto economico e commerciale costante e continuo. Anche per questa ragione, quindi, non possiamo avallare questa proposta, perchè adesso crediamo di doverci proporre come una amministrazione di cambiamento rispetto al passato, con una visione meno miope e più attenta alla tutela dei piccoli commercianti”.


 

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