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Sequestro dello stadio Mazza, partono gli esami tecnici


FERRARA.  Le carte stanno partendo, dalla procura. Verso gli 8 indagati, tra imprenditori e tecnici, perché – come ha spiegato il procuratore capo Andrea Garau – occorre fare presto e fare bene, garantire il confronto con gli indagati e soprattutto chiarire gli aspetti critici sulla sicurezza delle strutture dello stadio Paolo Mazza. Tempi brevi, per arrivare a fine mese al possibile dissequestro e l’intervento, eventuale, della messa in sicurezza.







L'indagine. Dalla prossima settimana, dunque, la procura – tramite il proprio consulente Carlo Pellegrino – inizierà i primi esami sulle strutture finite nel mirino dell’inchiesta aperta per frode in fornitura e falsi e deflagrata nei giorni scorsi con il sequestro e le perquisizioni in mezza Italia da parte della Guardia di Finanza. Le carte che verranno inviate agli indagati li informeranno della nomina dello stesso consulente (il professore Pellegrino) e della necessità di nominare a loro volta tecnici.





Perché si tratta di esami strutturali che dovranno essere svolti in contraddittorio, alla presenza dei consulenti degli indagati, che si dicono tranquilli e soprattutto vogliono un confronto, diretto, su ciò che il professore Pellegrino ha messo nero su bianco nella relazione diventata capo d’accusa nelle ipotesi di reato. Sono gli stessi legali degli indagati a volere un confronto diretto e veloce, accogliendo positivamente il modus operandi della procura che ha scelto la via più breve dal punto di vista della procedura penale: la consulenza «come atto irripetibile» da confrontare coi tecnici degli indagati.





Che ribadiscono: «Negli atti che ci sono stati notificati – spiega l’avvocato Vincenzo Bellitti, difensore del direttore dei lavori Lorenzo Travagli e del collaudatore della Curva Est, Fabrizio Chiogna – il consulente della procura si è limitato ad indicare che vi erano aspetti da chiarire, non ha indicato criticità della sicurezza dello stadio». Ribadisce il legale che si sta parlando di strutture che già da un anno hanno ricevuto sollecitazioni adeguate e che è assolutamente improprio parlare di rischi crolli: «Siamo ben disponibili a qualsiasi confronto, ad accertamenti urgenti e veloci».



Comune e Spal in campo. Confronti che si ripeteranno in questi giorni anche con gli inquirenti da parte di altri legali e altri indagati. Mentre nel caso del sequestro, ricordiamo, parti offese si trovano il Comune di Ferrara e la società Spal. Che non restano certo alla finestra.



L’assessore ai lavori pubblici, Andrea Maggi lo spiega in modo diretto: «Noi e la Spal siamo parte offesa in questa vicenda e stiamo valutando di nominare un nostro consulente per poter seguire gli esami tecnici. Come Comune speriamo che questa fase si concluda al più presto per evitare ulteriori danni in tutti i termini. Io confido che i tempi non siano lunghi». –

 


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