Ferrara.press

Tutte le notizie su Ferrara e dintorni

Cerca e leggi le ultime Notizie su Ferrara, Emilia Romagna e dintorni via Rss

News dai principali organi di informazione in costante aggiornamento

Testamento falsificato dalla nipote di un anziano: condanna confermata


COPPARO. La Corte di Appello di Bologna, ha confermato la condanna per circonvenzione d’incapace nei confronti di una donna cinquantenne, riuscita a impossessarsi del patrimonio dell’anziano zio, che viveva in un paese del Copparese. Complessivamente oltre mezzo milione di euro, tra immobili, conti correnti e contanti.



Nei giorni scorsi la seconda sezione penale (presidente Passerini, a latere Silvestrini e Frangini) ha confermato, su richiesta del procuratore Poggioli, la condanna a un anno e otto mesi (pena sospesa) nei confronti della donna, che era stata già condannata alla fine del 2017 dal Tribunale di Ferrara per circonvenzione di incapace nei confronti dell’anziano zio, deceduto nella primavera del 2015.



La donna è stata ritenuta responsabile di avere suggestionato lo zio al punto da coinvincerlo a stilare un testamento a suo favore, quando l’anziano era in precarie condizioni psico-fisiche, , falsificando poi l’atto, retrodatandolo all’estate 2014, quando lo zio si trovava ancora in buone condizioni di salute.



Tutto questo a danno della sorella dell’anziano, nel frattempo anche lei deceduta, e del fratello che si è costituito parte civile con l’avvocato Claudio Maruzzi.





Proprio il fratello e la sorella dell’80enne deceduto sollevarono i primi dubbi, che sono poi diventati nel tempo riscontri e prove accolte dai giudici.



In particolare il fratello dell’anziano preso di mira dalla nipote aveva sporto denuncia, dopo complesse investigazioni svolte dal suo legale, che hanno incluso sopralluoghi, audizioni di testimoni e una consulenza grafologica che è stata poi confermata dalle indagini disposte dalla pubblica accusa, attraverso una ulteriore consulenza. Accolta anche la consulenza medico legale che è stata effettuata sulle cartelle cliniche sequestrate, nelle quali si evidenziava lo stato di salute precario dell’anziano.





Tutti elementi che hanno evidenziato come quel testamento non poteva essere stato scritto dall’anziano a ridosso della morte.



E proprio per questo già il giudice dell’udienza preliminare, nel marzo 2017 a Ferrara, aveva disposto, su richiesta dell’avvocato Maruzzi, il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili che erano a quel momento di proprietà dell’imputata, ritenendo che vi fosse il pericolo che quei beni potessero essere dispersi, con cessioni o spese.



Sequestro che è tuttora operativo. —