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Torna l’idea di un treno della cultura per collegare Ferrara, Mantova e Ravenna

di Francesco Casari


Sono tre delle città d’arte più ricche di arte e storia. Hanno dato i natali o ospitato a corte i poeti laureati. Hanno tanto in comune, tranne un collegamento rapido. Specialmente via rotaia. Ecco allora che, a distanza di anni c’è chi a Ferrara, Mantova e Ravenna ripropone il vecchio progetto del “treno della cultura”.


Un binario veloce che porti da Virgilio ad Ariosto e Tasso fino a Dante, o – se si preferisce – da Palazzo Te al Castello Estense a San Vitale. O ancora, dal Mantegna all’Officia ferrarese ai mosaici bizantini.


In un recente incontro tenutosi nella sala polivalente Wunderkammer, l’associazione Ferrara sostenibile 2030 ha ri-presentato il Treno Letterario, la proposta di linea ferroviaria finalizzata alla al collegamento di tre realtà affini, nell’ottica di una valorizzazione di un turismo responsabile, alternativo ai tracciati più inflazionati.


La proposta, si diceva, parte da lontano. Da quando, nel 2002, i sindaci di allora Gaetano Sateriale di Ferrara, Vidmer Mercatali di Ravenna e Gianfranco Burchiellaro di Mantova avevano dato il via alla costituzione di un comitato di coordinamento di iniziative comuni per porre le fondamenta dell’ipotetica triplice città dell’arte e della cultura.


Si arrivò nel 2006 aprogetto per un “Treno della cultura”, al quale aderirono Regione Emilia-Romagna, Ferrovie dello Stato e Ferrovie Emiliano Romagnole. L’idea però (compresa quella di Satriale di riqualificare la Darsena estense, il porto ravennate e i laghi di Mantova con uno spettacolo teatrale ambientato sull’acqua del regista Luca Ronconi – rimase solo sulla carta.


Ora se ne riparla a Ferrara in un incontro al quale hanno partecipato Mattia Palazzi, sindaco di Mantova, Burchiellaro, sindaco di Mantova dal 1996 al 2005, Ouidad Bakkali, presidente del consiglio comunale di Ravenna, Gaetano Sateriale, sindaco di Ferrara dal 1999 al 2009, e il ministro della cultura Dario Franceschini, in collegamento telematico da Roma. Gli organizzatori non hanno ricevuto risposta al loro invito rivolto all’attuale sindaco di Ferrara Alan Fabbri.


Eppure l’interesse per unire tre città che negli anni d’oro contavano complessivamente 57 musei, 1,5 milioni di presenze turistiche per i centri d’arte e 15 milioni per le località balneari è ancora vivo.


E allora Carlo Zanotti, in qualità di presidente dell’associazione. ha brevemente raccontato il percorso che porta “un gruppo di amici” alla fondazione di Ferrara sostenibile 2030, che si propone di “applicare l’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile nella nostra città” e di mettere in comunicazione realtà territoriali simili.


Proprio in questa ottica nasce l’idea di un treno dedicato che colleghi “tre realtà omogenee come Ferrara, Ravenna e Mantova”, accomunate dalle simili dimensioni, dall’ambiente naturale di terra e acqua, dalla storia bimillenaria, dalle vocazione culturale e turistica e dal forte legame con i rispettivi letterati (Virgilio, Ariosto, Tasso e Dante).


Come spiegherà Sateriale, a cui viene lasciato il compito di illustrare il progetto, attualmente è possibile andare da Ravenna a Mantova in treno, ma “per percorrere circa 120 km sono necessarie 25 fermate, 2 o 3 cambi e 4 ore di tempo. Un tratto della ferrovia addirittura non è elettrificato. La rete ferroviaria tra queste tre città è sconnessa, non è pensata una relazione tra di loro”.


L’intenzione è quella dunque di colmare il gap infrastrutturale che divide queste città a discapito della loro affinità, poiché “la connessione di questi centri può sicuramente aggiunger valore, soprattutto in relazione ad un turismo di qualità, alternativo alla più frequentata linee Venezia, Firenze, Roma, Napoli”.


L’idea, allo stato attuale ancora aperta a varie possibili pianificazioni, propone quattro treni (Dante, Tasso, Ariosto e Virgilio) attrezzati per i turisti, arredati con gli ormai frequenti porta biciclette, con video illustrativi e guide, promozioni e collaborazioni con enti turistici locali, festival e musei. Per portare avanti tutto questo e altro ancora, sottolinea Sateriale, “occorre la cooperazione delle amministrazioni locali e regionali e soprattutto delle Ferrovie dello Stato”.


Franceschini ha ricordato “i problemi di sovraffollamento di alcune città italiane, associato alla contemporanea esistenza di siti di grande valore non abbastanza frequentati dai turisti” e dunque “l’importanza di iniziative come questa atte a colmare questo squilibrio”, promettendo il proprio sostegno.


Burchiellaro ha ricordato di come questa sia un’idea, concepita già molto tempo fa e che finalmente adesso sta venendo alla luce, per “metter in comunicazione i grandi bacini turistici con un territorio poco riconosciuto rispetto alla sua valenza, riorganizzare i flussi su circuiti diversi da quelli oggi più inflazionati”.


Bakkali ha portando l’esempio di quanto fatto a Ravenna in occasione dell’anniversario dantesco del 2021, esperienze che possono tornare utili per la realizzazione del Treno Letterario, per cui ha assicurato: “Ci sono tutti i presupposti per fare un buon lavoro. Ravenna c’è”.


In chiusura il sindaco di Mantova ha fatto notare come questo progetto si coniughi con la crescente attenzione rivolta al turismo sostenibile, in particolare il cicloturismo, che “ha registrato un incremento del 27% in un solo anno; quella che una volta era una nicchia ora si sta rivelando un settore interessante. L’accoppiata bici sta formando un pezzo di economia”. Palazzi ha poi nuovamente evidenziato come la maggiore connessione delle tre città sia fondamentale per rinnovarsi ed arginare il pericolo di impoverimento e atrofizzazione.

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