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Trasferimenti contestati, ex militari di Comacchio contro i vertici dell’Arma


COMACCHIO. Tutto è nato da un video di 59 minuti, girato dentro e fuori la caserma carabinieri di Comacchio, con comparse e figuranti tra carabinieri e tanto altro realizzato per “sbeffeggiare” l’ex comandante di allora, epoca 2011. Quel video-scandalo, fatto girare poi tra il 2015 e il 2016, innescò un terremoto alla procura militare di Verona che mise sotto processo per diffamazione 12 carabinieri (poi assolti) che indusse la gerarchia dell’Arma ad adottare come provvedimento il trasferimento d’ufficio per incompatibilità dei militari coinvolti. Otto militari tra questi, dopo anni di processi, tensioni e tantissimi veleni, hanno denunciato tutta la catena gerarchica dell’Arma, e nell’indagine nata da quella denuncia sono stati indagati 12 ufficiali e non per abuso d’ufficio e falso, i massimi vertici nazionali e quelli provinciali. 



Questa mattina (10 dicembre 2019) una parte dei carabinieri che contestano il loro trasferimento come un abuso con atti falsi da parte della gerarchia dell’Arma era in aula in tribunale a Ferrara, coi rispettivi legali, per opporsi all’archiviazione che il procuratore capo Andrea Garau ha proposto al gip Carlo Negri contro le accuse che hanno mosso. Un’udienza fiume quella di ieri di oltre 3 ore e mezza, in cui i difensori dei vertici dell’Arma si sono avvicendati per spiegare che non vi fu nessun abuso d’ufficio, nessun falso e che i trasferimenti per incompatibilità ambientale furono un atto obbligato e necessario. La stessa accusa, procura di Ferrara rappresentata in aula dal pm Alberto Savino, ha ribadito che non vi sono estremi per contestare abusi e atti falsi ai massimi vertici tra Ferrara e Roma: tra questi gli ex comandanti Pieroni e Desideri, i generali Del Sette, Fischione, Adinolfi e anche l’attuale comandante di Comacchio Coppi e un sottufficiale, Folli. Nessun abuso d’ufficio o falsi, da parte loro, secondo la procura. All’opposto la tesi degli 8 carabinieri che hanno denunciato i superiori, col supporto giudiziario dell’Unac (unione nazionale arma carabinieri) e degli avvocati Giuseppe Altieri e Paolo Palma, che sostengono essere del tutto illegittimi gli atti e i trasferimenti adottati: «Non siamo contro l’Arma dei carabinieri - precisavano ieri alcuni dei carabinieri trasferiti - ma contro chi ha adottato questi provvedimenti. Solo dopo abbiamo scoperto atti amministrativi che evidenziano gli abusi commessi nei nostri confronti e provano che i trasferimenti sono illegittimi». Il giudice Negri si è riservato la decisione sull’archiviazione. —.



Daniele Predieri



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