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Tre ferraresi sono i riferimenti per chi vuole perdere peso


COPPARO. Metti una sera a cena per una pizza in compagnia, fra persone che di recente si sono sottoposte ad intervento di chirurgia bariatrica e altre che lo faranno breve. L’obiettivo di tutte è quello di perdere peso velocemente (e in modo sicuro). Ma ad impreziosire la serata - organizzata a Copparo dalla consigliera comunale uscente Luana Veronese - c’erano proprio i tre chirurghi che stanno effettuando questo tipo di intervento alla Casa di cura “Madonna della salute” nella vicina Porto Viro (Ro). E tra un regalo e un abbraccio, i tre medici hanno raccontato l’importanza di questa possibilità nella struttura rodigina, l’unica nel suo genere nel raggio di parecchi chilometri, considerando che in alternativa gli ospedali più vicini dove potersi operare sono poi a Modena, Padova o Verona.



La novità



La scelta effettuata dalla clinica rodigina è premiata dai numeri, visto che nel giro di appena tre anni il numero di interventi ha ormai raggiunto quota 150 l’anno e ad effettuarli sono tre medici ferraresi, ossia Andrea Sartori (primario), Sergio Carandina e Massimiliano De Palma. A far partire tutto è stato Carandina, il quale si è specializzato in questa particolare branca della chirurgia all’estero (e tuttora lavora a Tolone, in Francia), dove gli interventi cosiddetti bariatrici sono partiti molto prima che in Italia.



Dall’amicizia e la stima fra Sartori e Carandina ecco l’idea di iniziare questo percorso a Porto Viro. «Non è stato facile - spiega Sartori -, perché per effettuare questo tipo di intervento serve un team affiatato e di conseguenza aumentano i costi. L’obiettivo era raggiungere i 100 interventi l’anno entro cinque anni, siamo in anticipo considerando che attualmente abbiamo quasi 300 iscritti a registro, ne operiamo 150 l’anno dopo il primo intervento in marzo 2016».



Il rapporto



Come detto, è molto particolare il rapporto fra chirurgo e paziente. «Danno il loro numero personale di telefonino, ci hanno risposto pure a Pasqua, - dicono alcune donne presenti alla serata».



In effetti, questo tipo di intervento prevede anche un percorso psicologico particolare. «Ora c’è consapevolezza del fatto che l’obesità è una malattia - spiega De Palma -, una patologia cronica. L’obesità è in crescita, prima solo nei Paesi anglosassoni, ora anche in Italia».



«È necessario un follow up - aggiunge Carandina -, cioé non basta l’intervento, bisogna anche essere consapevoli di quello che si è fatto, così il rapporto continua anche dopo con controlli periodici. Se non scatta la molla psicologica, poi si ritorna inevitabilmente a prender peso». E, purtroppo, più della metà delle persone operate in Italia interrompe tale legame.



Lo staff



Vi sono medici che operano nei propri studi, ma le linee guida internazionali prevedono un lungo percorso, fatto di numerosi esami e incontri con lo psicologo. E se l’obesità non è fisica ma legata ad altri disagi, viene pure chiamato in causa lo psichiatra. Oltre a chirurgo e psicologo, il team comprende diabetologo, nutrizionista, internista e un esperto per i problemi del sonno. —



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