Ferrara.press

Tutte le notizie su Ferrara e dintorni

Cerca e leggi le ultime Notizie su Ferrara, Emilia Romagna e dintorni via Rss

News dai principali organi di informazione in costante aggiornamento

Un anno per l’Azienda unica sanitaria, Calamai (S.Anna): così cadono i muri<br /> <br />


 FERRARA -  E' prevista per giugno 2022 la costituzione della nuova Azienda sanitaria universitaria della provincia di Ferrara, con la fusione tra Asl e Sant’Anna: il progetto è stato descritto, ieri in Ctss, da Monica Calamai (Asl) e Paola Bardasi (Azienda ospedaliera), e non è stato accolto in maniera unanime dai sindaci. Progetto che peraltro parte da lontano, dal 2006, con l’istituzione di cinque dipartimenti interaziendali, e che oggi presenta già alcune strutture comuni. Per le funzioni sanitarie sono quelle della Prevenzione e protezione provinciale e quella della medicina legale provinciale; e per le funzioni tecniche e amministrative, il Servizio tecnico e patrimonio, servizio Ict, di gestione del personale, di economato e gestione contratti, servizio assicurativo e servizio formazione.



Su cosa lavorare





Ma ci sono aspetti da consolidare: nell’ambito amministrativo, per esempio, c’è ancora una diversa titolarità legale dei due enti, e la non ancora completa reingegnerizzazione dei processi; e per quanto riguarda i servizi sanitari, la sovrapposizione di un’organizzazione funzionale interaziendale (le reti), a quella strutturale propria di ogni azienda (i dipartimenti) rendono necessaria un’evoluzione organizzativa. Il modello organizzativo dipartimentale rimarrà comunque quello di riferimento, e sarà sviluppato, come quello di Salute pubblica e quello di Salute mentale.

La sanità del futuro, ha detto Calamai, dovrà essere orientata alla salute, anziché alla malattia, e sarà importante l’assistenza primaria e il rapporto di collaborazione fra l’ospedale e il territorio. E la nuova azienda, sottolineava Bardasi, dovrà ridefinire ruoli, responsabilità e meccanismi operativi del nuovo ente.

gli obiettivi

Fra gli obiettivi della nuova azienda, quello di garantire un’assistenza di prossimità capillare, vicina alle comunità di riferimento per una maggiore equità nell’accesso ai servizi; garantire ad anziani e disabili autonomia, integrare ospedale e territorio con l’assistenza hitech, valorizzare la vocazione degli ospedali territoriali e di Cona lungo alcune vie di sviluppo. Fra queste, ha detto Bardasi, «chirurgia robotica, piastra di biologia molecolare per lo studio per esempio delle patologie oncologiche, metodologia per la ricerca, medicina di genere che ci ha sempre contraddistinto, riabilitazione e nuove competenze professionali». «Anche perché – aggiungeva Calamai – con l’azienda unica cadono i muri: e da un lato i professionisti che intendono sviluppare delle competenze possono meglio ruotare dentro un’unica azienda, dall’altro grazie anche alla presenza dell’università possono essere facilitati percorsi sanitari nuovi».

Qualche passo verso l’unificazione è peraltro già stato fatto: fra il 2020 e il 2021 «abbiamo creato l’organismo di coordinamento strategico provinciale che ha portato al progetto dell’Azienda sanitaria digitale», e sono state avviate le procedure di unificazione di alcuni servizi in ambito sanitario (gestione del rischio clinico e sicurezza delle cure) e in ambito tecnico amministrativo (affari generali); è stato istituita anche la cabina interaziendale Covid e il budget 2021 è condiviso.





Passaggio e reazioni



Ora entro il primo semestre 2022 verrà esteso il percorso di unificazione a tutti i settori aziendali, con l’istituzione di gruppi di lavoro multidisciplinari per aree tematiche. Il sì al documento per la nascita di un’azienda unica è arrivato dal presidente della Ctss e sindaco di Ferrara, Alan Fabbri: «È il punto di partenza per un percorso necessario per la sanità ferrarese, che da tempo insieme ai sindaci del territorio abbiamo sollecitato». Per Fabbri è «urgente ottimizzare le risorse, ridurre i dirigenti, garantire equità di trattamento ai dipendenti e, finalmente, poter contare su un’unica regia capace di rispondere con maggiore efficacia e immediatezza alle esigenze sanitarie». Nicola Minarelli, vicepresidente della Provincia, ha auspicato un coinvolgimento degli enti locali negli investimenti per il territorio; per il sindaco di Cento, Fabrizio Toselli, «è un inizio, aspettiamo di capire quali siano i riflessi sul territorio». L’unico voto contrario è arrivato da Lagosanto, «bene gli investimenti tecnologici su Cona - ha detto il sindaco Cristian Bertarelli - ma per il 2020/2022 non c’è nessun intervento sulle altre strutture. Si parla di investimenti, ma in anni successivi, e sull’ospedale del Delta nessun progetto attivo». —

Giovanna Corrieri





 RIPRODUZIONE RISERVATA


Ferrara.press condivide questi Contenuti utilizzando una Licenza