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Versalis presenta il piano industriale, i sindacati: “Ma così non c’è futuro”

Un piano industriale, quello presentato da Versalis a Roma ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, che non ha affatto soddisfatto i sindacati per “l’assenza di risposte alle richieste avanzate”, in particolare in merito alla continuità della produzione di monomeri, indispensabili per continuare a sfornare plastica dai petrolchimici padani, compreso quello di Ferrara, dopo la chiusura del cracking di Marghera. Inoltre resta irrisolta la questione dell’accordo commerciale tra Versalis e il suo cliente Basell.


“Abiamo chiesto di far ripartire il cracking a Marghera – riferisce il segretario provinciale Filcams Cgil, Fausto Chiarioni – ma da quell’orecchio non ci sentono. Ci aspettavamo che il piano risolvesse almeno parte delle criticità, ma a questo punto sarà necessaria la richiesta ulteriore di un incontro al Ministero, affinché prenda in mano la situazione una volta per tutte, visto che lo Stato è proprietario”.


In estrema sintesi il piano industriale presentato da Versalis prevede di continuare con investimenti focalizzati su quattro direttrici strategiche: specializzazione, circolarità, chimica da rinnovabili ed efficienza. La strategia della società chimica di Eni punta all’innovazione attraverso lo sviluppo di tecnologie proprietarie e ad accordi con partner per accelerare la trasformazione, nonostante una fase particolarmente delicata del settore: i risultati economico-finanziari della chimica sono infatti influenzati dall’alto costo delle utilities, delle materie prime e della logistica. La specializzazione del portafoglio di Versalis è trainata, in particolare, dallo sviluppo di mercati e prodotti per la transizione energetica e mobilità sostenibile. Nell’ambito dell’economia circolare, Versalis conferma gli impegni per il riciclo meccanico e chimico dei rifiuti in plastica, e nella chimica da rinnovabili il continuo sviluppo di nuovi mercati e applicazioni.


Negli stabilimenti di Brindisi e Priolo-Ragusa l’obiettivo è di integrare gli impianti di cracking con la tecnologia per il riciclo chimico dei rifiuti in plastica Hoop, che verrà sviluppata a Mantova, dove è in corso di autorizzazione un impianto demo da 6mila tonnellate/anno. A Mantova è anche previsto un ulteriore investimento in stirenici Abs colorati per il settore degli elettrodomestici e un incremento della capacità di produzione di polimeri da materia prima riciclata, a marchio Versalis Revive.


A Ferrara è previsto lo sviluppo di nuovi gradi di polietilene e di gomme Epdm ottenuti nel recente e moderno impianto inaugurato quattro anni fa. A Ravenna si sta finalizzando il progetto per l’incremento della produzione di elastomeri ad alto valore aggiunto destinati al settore pneumatici e automotive e continua lo sviluppo di prodotti con contenuto di materia prima riciclata della gamma Versalis Revive. Versalis partecipa, inoltre, al progetto congiunto di decarbonizzazione del distretto di Ravenna e Ferrara con partner industriali del territorio.


A Porto Marghera è in corso il piano di riconversione del sito nella prospettiva di specializzazione e circolarità, che vede la realizzazione del primo impianto in Italia di alcool isopropilico, con annesso un impianto per la produzione di idrogeno, destinato a numerosi settori di mercato, tra cui disinfettanti e detergenti. Inoltre, sono stati avviati i lavori per il nuovo polo per il riciclo meccanico avanzato delle plastiche: la prima fase, attualmente in attesa delle autorizzazioni, vedrà un impianto da 20mila tonnellate/anno per il riciclo di polimeri stirenici grazie all’acquisizione di tecnologia e asset di Ecoplastic; la seconda prevede un impianto per il riciclo di polistirene e polietilene alta densità da 50mila tonnellate/anno con tecnologia acquisita dalla società Forever Plast.


Sviluppo è la parola chiave anche dei due siti di chimica da rinnovabili: a Crescentino, oltre alla produzione di disinfettante a marchio Invix, le attività nei prossimi 4 anni si concentreranno sulla produzione di bioetanolo avanzato per biocarburanti, la lavorazione di scarti vegetali da impiegare per produrre biometano e su progetti di ricerca per la produzione di bio plastica e bio chemicals da zuccheri di seconda generazione. A Porto Torres, nella piattaforma Matrìca, si punta allo sviluppo di prodotti e mercati come biocidi e bioerbicidi per l’agricoltura, la cosmesi e l’alimentazione animale.


“Come si può evincere – aggiunge Chiarioni analizzando il piano – nulla che possa riguardare le produzioni tradizionali, il che mette in grossa difficoltà il sito di Ferrara e non solo, direi tutto il settore a livello nazionale. Senza contare che gli investimenti presentati per il sito di Ferrara sono di 90 milioni in quattro anni: un’inezia, considerando che la metà riguarda attività di manutenzione. Così non c’è futuro”.

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